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Aggiornato il 25.03.2026
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Famiglia nel bosco, lite tra la mamma e la maestra dei bimbi durante una lezione

Si parla ancora della famiglia nel bosco: dopo che, a inizio gennaio, ai tre figli della famiglia anglo-australiana che vive nel bosco in Abruzzo, in una casa senza bagni o elettricità, allontanati dalla famiglia, è stata assegnata una docente in pensione, ci sono novità.

Le parole della docente

La madre dei bambini, secondo quanto riporta Il Messaggero, avrebbe avuto un acceso diverbio con la maestra in questione. Tutto sarebbe avvenuto durante una lezione. Ecco cosa ha riferito l’insegnante che si sarebbe allontanata per poi rientrare nella stanza: “Posso dire solo che è stata una lezione più breve. Uno scontro con la madre? Diciamo che a volte quando parla neanche comprendo bene cosa dice. Sicuramente è stata una giornata più faticosa del solito. I piccoli a un certo punto non avevano più attenzione. Due giorni di luna ci possono anche stare. Per me è comunque un’esperienza nuova. Si vive alla giornata e si coglie quello che si può”.

I tre bambini, a detta dei genitori, stanno soffrendo in maniera significativa per l’allontanamento dal padre, che può vederli soltanto due volte a settimana, e per il distacco dall’ambiente di vita precedente, compresi gli animali con cui erano cresciuti. Il disagio, a volte, si manifesta anche durante le lezioni. La madre è presente nella struttura, ma può vedere i figli solo in momenti limitati, durante i pasti e l’istruzione. Prima del provvedimento del Tribunale, i bambini seguivano a casa un percorso educativo ispirato al metodo Steiner-Waldorf.

L’ipotesi trasferimento in Australia

“I bambini sono nella casa protetta dal 20 novembre. Vogliamo capire se ci sono stati progressi. I cittadini hanno il diritto di sapere”, afferma il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli. Nei prossimi giorni arriverà da Melbourne la sorella della madre, zia dei bambini. Vuole riferire al Tribunale la condizione dei nipoti prima dell’allontanamento e chiedere che venga valutata la possibilità di un rientro temporaneo in Australia, dai nonni.

Si tratta di una strada giuridicamente complessa e difficile da adottare al momento. L’affidamento richiede l’autorizzazione del giudice e soprattutto la cittadinanza italiana degli affidatari. Il possibile coinvolgimento dell’ambasciata australiana nella presa in carico del caso, aprirebbe scenari lunghi e sottoposti a una giurisdizione più rigida di quella italiana.

“Sono sprovveduta”

L’ex docente 66enne, nella giornata della prima lezione ai bambini, ha rilasciato un’intervista a Il Corriere della Sera. “Non giudico, insegno”, questa la risposta a quanti vogliano strapparle dettagli o peggio giudizi su genitori e figli. 

“Io ho visto solo dei bimbi belli e bravi. Li ho conosciuti, mi sono parsi bimbi educati ma un’ora e mezza è troppo poco per formarsi un’opinione. Occorre più tempo”, ha aggiunto. “Sono stati seduti al loro posto con educazione, mi sono sembrati tranquilli e volenterosi, credo si possa lavorare bene. Ascoltavano quello che dicevo con molta concentrazione”.

“Con la mamma c’è stata una stretta di mano, non mi pare abbia vissuto la mia presenza come un fastidio, anzi”, ha rivelato. Ecco qual è il suo approccio: “Il mio è un approccio fonematico, studiamo i suoni corrispondenti alle lettere dell’alfabeto e da qui ho iniziato. Ma non applicherò questo schema con rigidità, diciamo che, con il trascorrere del tempo, vedendo come reagiranno all’approccio, lo modulerò a seconda delle loro esigenze: è ancora presto per stabilire le lacune”.

“Generosa? Sono anche molto sprovveduta, in verità”, ha concluso.

“Risultati dell’unschooling mediocri”

Come spiegato da La Tecnica della Scuola, Nathan e Catherine, i genitori, sono contrari alla scuola tradizionale, e hanno scelto per i loro figli un’altra strada. “I genitori perseguono i loro principi di educazione unschooling“, conferma Repubblica, “affidata a quello che i tre figli vogliono, giocare con gli animali, cucinare dolci, fare la calza”. Peccato che, secondo le autorità chiamate a pronunciarsi sul caso, tutto ciò non sarebbe sufficiente. “I risultati di alfabetizzazione sono stati fin qui mediocri, preoccupanti se visti con lo sguardo e la responsabilità dello Stato”.

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