Fare filosofia alla secondaria di primo grado: è una idea di Raffale Scicolone, insegnante, che ha lanciato anche una petizione su chanege.org.
I nonni di molti di noi – spiega Scicolone – hanno attraversato la seconda guerra mondiale ed hanno conosciuto sacrifici, difficoltà e rinunce, ma hanno dedicato la loro vita a costruire nuove opportunità per i figli e per le generazioni successive.
Grazie a quei sacrifici, molti ragazzi e ragazze hanno potuto studiare, formarsi e ricevere un’educazione fondata sulla consapevolezza e sulla responsabilità. Oggi, però, qualcosa sembra essersi incrinato.
E spiega: viviamo in una società nella quale i giovani sono continuamente esposti a informazioni, opinioni, immagini e messaggi, ma non sempre hanno gli strumenti per interpretarli. La velocità con cui tutto cambia rischia di lasciare poco spazio alla riflessione, al dubbio e alla capacità di fermarsi a comprendere ciò che accade intorno a noi.
È proprio da questa esigenza che nasce la proposta di introdurre un’ora di filosofia nelle scuole medie italiane.
Non si tratta di trasformare ragazzi di undici o dodici anni in piccoli accademici, né di riempire ulteriormente programmi scolastici già complessi. Si tratta, piuttosto, di offrire loro uno spazio nel quale imparare a porsi domande.
Perché esisto? Che cosa significa essere liberi? Che cosa è giusto? Possiamo essere certi di ciò che pensiamo? Perché alcune persone vengono trattate diversamente da altre? Che cosa significa essere felici? Qual è il nostro rapporto con gli altri e con il mondo?
Sono domande che spesso emergono spontaneamente proprio durante la preadolescenza. La scuola potrebbe diventare il luogo nel quale queste domande non vengono ignorate, ma accolte e affrontate insieme.
La parola “filosofia” può sembrare distante dalla vita quotidiana. In realtà, il suo significato più profondo è molto semplice: imparare a interrogarsi sulla realtà e sulle proprie idee.
Fare filosofia a scuola – continua l’ideatore della proposta – potrebbe significare imparare ad ascoltare un’opinione diversa dalla propria senza considerarla immediatamente un nemico. Potrebbe significare comprendere la differenza tra un fatto e un’opinione, riconoscere una contraddizione, costruire un’argomentazione, cambiare idea quando emergono nuovi elementi. Sono competenze fondamentali non soltanto per lo studio, ma per la vita”.
In un’epoca nella quale i ragazzi ricevono quotidianamente una quantità enorme di contenuti attraverso social network, video e piattaforme digitali, la capacità di ragionare criticamente diventa ancora più importante. Non basta avere accesso alle informazioni: occorre saperle valutare.
L’idea non è quella di introdurre una filosofia esclusivamente teorica, fatta soltanto di date, nomi e correnti di pensiero.
Una lezione potrebbe partire da una domanda, da un racconto, da un episodio della vita quotidiana o da un problema contemporaneo. Gli studenti potrebbero confrontarsi, argomentare le proprie posizioni e scoprire che una domanda apparentemente semplice può avere molte risposte.
Il valore di questo esercizio sta anche nella possibilità di scoprire che non essere d’accordo non significa necessariamente essere nemici.
La filosofia può quindi diventare anche educazione al dialogo, all’autocritica e alla convivenza civile.
L’educazione non dovrebbe limitarsi a preparare i giovani al mondo del lavoro. Dovrebbe prepararli anche a vivere consapevolmente nella società.
Le generazioni che ci hanno preceduto hanno affrontato guerre, crisi economiche e profonde trasformazioni sociali. Ricordare il passato significa anche cercare di comprendere come sia stato possibile arrivare a determinati eventi e quali errori non dovrebbero essere ripetuti. La filosofia può creare un ponte tra memoria e futuro: insegna a interrogare ciò che è accaduto, a mettere in discussione ciò che consideriamo ovvio e a immaginare alternative. È una prospettiva particolarmente importante in un momento storico nel quale i giovani devono confrontarsi con questioni enormi: tecnologia e intelligenza artificiale, cambiamenti climatici, disuguaglianze, guerre, identità, solitudine e trasformazioni del mondo del lavoro.
La proposta di introdurre un’ora di filosofia alle scuole medie parte, in fondo, da un’idea molto semplice: la scuola non dovrebbe insegnare soltanto a trovare le risposte, ma anche a formulare le domande giuste. Perché una società composta da persone capaci di pensare, dubitare, confrontarsi e correggersi è una società più difficile da manipolare e, allo stesso tempo, più capace di affrontare i propri problemi. Non siamo prodotti di consumo ai quali occorre semplicemente allungare la data di scadenza. Siamo persone che devono poter comprendere chi sono, quale società abitano e quale futuro desiderano costruire.
Portare la filosofia nelle scuole medie significherebbe dunque aprire uno spazio dedicato alla riflessione proprio nel momento in cui i ragazzi iniziano a porsi alcune delle domande più importanti della loro vita. Un’ora alla settimana potrebbe sembrare poco. Ma potrebbe essere un’ora nella quale imparare qualcosa che accompagnerà gli studenti molto più a lungo di qualsiasi programma scolastico: imparare a pensare con la propria testa.