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20.01.2026

Femminicidio Anguillara, la preside della scuola della vittima: “Serve educazione a un’affettività sana”. Il messaggio

Rabbia, dolore, indignazione. Non si placano le reazioni dopo il femminicidio di Federica Torzullo, cittadina di Anguillara Sabazia trovata morta lo scorso 18 gennaio, si ritiene per mano del marito, arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Dopo il “minuto di rumore” osservato dagli studenti di diverse scuole, arriva il cordoglio del liceo “Ignazio Vian” di Bracciano, che la donna aveva frequentato da studentessa.

Il cordoglio del liceo

“La nostra comunità educante, come tutto il territorio, in questi giorni è rimasta profondamente scossa da quanto accaduto ad Anguillara”, scrive la dirigente scolastica Lucia Lolli. “Abbiamo appreso in queste ore, che Federica era stata una studentessa di questo istituto, nella sezione C; la immaginiamo entrare in classe, girare per i corridoi, salire le scale, andare in palestra o in laboratorio di Scienze, ridere e scherzare con i compagni di classe”.

Il ruolo della scuola

“Abbiamo anche appreso che erano state sue professoresse le proff. Fecondo, Tomarchio, e Zati, tra gli altri”, prosegue Lolli. “Al di là di quelli che saranno gli esiti delle indagini, Federica non c’è più e non potrà vedere suo figlio diventare adolescente e poi uomo. Una riflessione ci sorge dal profondo: la scuola è un’agenzia educativa, lo sappiamo, noi nel nostro piccolo da qualche anno abbiamo creato le condizioni per far partecipare studentesse e studenti interessati”.

Le iniziative in campo

La dirigente ricorda “le attività di FSL (ex PCTO) con ASL ROMA4 connesse al Tavolo interistituzionale con la Procura di Civitavecchia e le associazioni di settore e i CAV per sensibilizzare le nostre ragazze e i nostri ragazzi sul tema della violenza di genere; partecipiamo da diversi anni alla Giornata del 25 novembre dedicata al contrasto alla violenza di genere, con attività, flash mob, conferenze“. Un lavoro importante che tuttavia, ammette “non è sufficiente”.

Le prospettive per il futuro

“Occorre agire con ancora più efficacia, occorre un cambiamento culturale profondo”, rilancia la dirigente. “Occorre agire non solo a livello legislativo e normativo; per sradicare il fenomeno del femminicidio è necessaria un’azione continua di sensibilizzazione e di educazione a un’affettività sana che affondi radici profonde nel rispetto dell’altro. Occorre una rivoluzione culturale che accolga il valore della vita umana come non negoziabile”.

“Estirpare una cultura di morte”

“Ancora una vittima da piangere”, conclude Lolli, “una donna, una mamma, e un figlio costretto a vivere con un’assenza terribile e una tragedia che non può avere una spiegazione. […] Ma nel vuoto che avvolge il nostro tempo, dobbiamo rivendicare il ruolo primario che la scuola ha nella vita di tanti giovani, confermando il nostro impegno quotidiano ad estirpare una cultura di morte e di sopraffazione“.

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