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Fertilità e sessualità, ISS: gli adolescenti si informano su internet, ma scuola ha ruolo fondamentale

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Ci sono anche i giovanissimi tra i destinatari dello Studio Nazionale Fertilità, promosso dal Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie del Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con la Sapienza Università di Roma, l’Ospedale Evangelico Internazionale di Genova e l’Università degli Studi di Bologna.

L’obiettivo di questa ricerca è raccogliere informazioni sulle conoscenze, atteggiamenti e comportamenti in ambito della salute sessuale e riproduttiva per orientare la programmazione di interventi a sostegno della fertilità in Italia.

In particolare, nel Rapporto Istisan 20/35 vengono presentati i risultati delle 5 indagini realizzate nel 2017 e 2018 e rivolte sia alla popolazione potenzialmente fertile (più di 50.000 adolescenti, studenti universitari e adulti in età fertile) che ai professionisti sanitari (più di 3.000 pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, ginecologi, andrologi, endocrinologi, urologi e personale ostetrico).

Per quanto riguarda gli adolescenti, con il supporto delle Regioni e il coinvolgimento del Ministero dell’Istruzione, l’ISS ha reclutato un campione complessivo, rappresentativo di tutto il Paese, di più di 16.000 studenti di 16-17 anni. Nel dettaglio, hanno partecipato 482 scuole secondarie di secondo grado, 941 classi terze e 16.063 alunni.

L’indagine si è svolta tra il 31 ottobre 2017 e il 30 marzo 2018 e ha coinvolto l’intero territorio nazionale ad eccezione della Provincia Autonoma di Bolzano, l’Umbria e la Basilicata; ed è stata condotta durante un’ora di lezione dedicata e in presenza di un insegnante che ha assicurato ai ragazzi la possibilità di compilare il questionario in tranquillità e nel pieno rispetto della privacy.

La fertilità secondo i giovani

Dai risultati è emerso che gli adolescenti italiani hanno delle conoscenze generali sulla fertilità e riproduzione, anche se vi sono spazi di miglioramento sulla conoscenza di alcuni fattori di rischio e sulle infezioni trasmesse per via sessuale.

Ad esempio, la maggior parte dei ragazzi ha le idee chiare sul fatto che la fertilità riguardi entrambi i sessi (86%) e solamente l’11% è erroneamente convinto che la fertilità riguardi solo le donne e l’1% solo gli uomini; anche qui il 2% non è stato in grado di rispondere e al Sud le risposte errate sono più frequenti rispetto alle altre ripartizioni geografiche.

L’80% dei ragazzi, senza differenze di genere, non ha dubbi sul fatto che una donna possa rimanere incinta al suo primo rapporto sessuale e il 54% è convinto del fatto che una donna ha maggiore probabilità di rimanere incinta se ha rapporti sessuali nei giorni a metà tra una mestruazione e l’altra.

Sebbene l’86% dei ragazzi non abbia dubbi sul fatto che per una donna la capacità biologica di avere figli si riduca con l’età, non si può dire altrettanto per quanto riguarda quella maschile; solamente il 37% dei ragazzi, infatti, è consapevole che l’età possa avere un effetto negativo sulla fertilità maschile e ben 1 ragazzo su 2 (56%) è certo del contrario.

L’importanza della scuola

Sebbene la principale fonte informativa sia internet, più della metà ha partecipato a incontri su queste tematiche a scuola. Al contesto scolastico i giovani riconoscono un ruolo formativo fondamentale, chiedendo che si parli di queste tematiche già a partire dalla scuola primaria o secondaria, mentre la famiglia rimane un contesto dove è difficile parlare di queste tematiche.

L’uso dei contraccettivi

Per quanto riguarda gli atteggiamenti, la gran parte dei ragazzi (80%) pensa di avere figli in un futuro e nel 70% dei casi ritiene che l’età giusta per averli sia entro i 30 anni. Circa il 30% ha dichiarato di aver avuto rapporti sessuali completi, valore nella media dei Paesi europei.

La gran parte ha dichiarato di usare contraccettivi (solo il 10% ha dichiarato di non usarli), principalmente il profilattico. Purtroppo solo una piccola percentuale di adolescenti si rivolge in questo ambito ai professionisti della salute e ai consultori familiari che sono servizi con spazi spesso dedicati ai giovani e con equipe multidisciplinare.