Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è tornato a parlare della sua riforma degli istituti tecnici e professionali, il 4+2. Lo ha fatto oggi, 20 luglio, al termine del suo incontro con i vertici di Assolombarda a Monza, per la tappa del roadshow nazionale ‘Connecting to the Future‘, dedicato al dialogo tra scuola e imprese.
Ecco le sue parole: “Noi puntiamo sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Non si tratta semplicemente di ridurre un programma di cinque anni in quattro, ma di programmi nuovi, potenziando le materie base come l’italiano, la matematica e l’inglese, e preparando anche all’innovazione, al fare ricerca, inserendo le soft skills, quelle competenze che sono fondamentali per l’inserimento nel mondo del lavoro”.
Nel nuovo percorso di studi Valditara ha ribadito che “c’è anche una riforma di variazione di organico, ci saranno molti più docenti che saranno a disposizione degli studenti per personalizzare la formazione, perché restano gli stessi del quinquennale”.
“Dobbiamo credere nello sviluppo e nella crescita del territorio, il 4+2 è un percorso fortemente innovativo – ha spiegato il ministro – che crea un legame molto stretto tra scuola e mondo del lavoro, tra formazione e impresa”. Un percorso, ha aggiunto “che dà grande possibilità lavorative e di crescita e di realizzazione professionale ai giovani e consente alle nostre imprese di essere particolarmente competitive, quindi di creare sviluppo e crescita per il territorio”.
Come riportato dai dati delle iscrizioni 2026/2027, le cui procedure si sono concluse lo scorso 21 febbraio, emerge il successo dei percorsi quadriennali della filiera tecnologico-professionale (filiera 4+2), che si consolidano come una realtà formativa di primo piano con il raddoppio degli iscritti. Boom di iscrizioni alla filiera nel Mezzogiorno.
Il risultato più rilevante di questa tornata di iscrizioni è relativo alla filiera 4+2, che unisce un percorso tecnico-professionale di quattro anni allo sbocco nell’istruzione terziaria, verso gli ITS Academy ma anche verso le Università, in alternativa all’ingresso diretto nel mondo del lavoro. Con 10.532 iscritti, il numero è quasi raddoppiato rispetto ai 5.449 dello scorso anno. Un’adesione che testimonia un apprezzamento indiscutibile, con oltre 20.000 studenti complessivamente coinvolti nei percorsi quadriennali.