Per dodici lunghi anni, la mia estate di docente non è mai iniziata davvero a giugno ma, se tutto andava bene, a fine agosto, quando si decidevano con le assegnazioni provvisorie le sorti della mia vita privata e professionale. Dodici anni di scadenze fisse, calcoli di punteggi virtuali e la compilazione compulsiva di quell’allegato all’articolo 7 del CCNI: la domanda di assegnazione provvisoria.Oggi, per chi scrive, quel timer si è fermato.
Con l’ultima mobilità è arrivato il trasferimento nel comune di residenza che non è solo un atto burocratico mal’inizio di una nuova cronologia esistenziale. Chi non vive la scuola fatica a comprendere il carico emotivo dell’assegnazione provvisoria. Significa passare luglio e agosto sospesi in un limbo. Non poter pianificare la gestione dei figli, non sapere a quanti chilometri da casa si suonerà la prima campanella, né in quale collegio docenti bisognerà presentarsi il primo settembre per farsi spazio come l’ennesimo “ospite annuale”.
Ottenere il trasferimento definitivo nella propria città significa, prima di tutto, riappropriarsi del tempo. Significa non dover più temere le graduatorie e le eventuali disponibilità dei posti. Il tempo fisico di un tragitto casa-scuola che non si misura più in ore di autostrada o treni all’alba, ma in minuti. I vantaggi di questa ritrovata stabilità si riflettono immediatamente sulla salute psicofisica ed economica, zero chilometri significa meno stress, più ore di sonno, un risparmio netto sui costi di carburante e una drastica riduzione del rischio da pendolarismo.
Da settembre la continuità didattica cessa di essere uno slogan ministeriale e diventa realtà quotidiana. Insegnare nel proprio comune permette di connettere direttamente l’azione educativa con il territorio in cui si vive. Si conoscono già le fragilità, le risorse e il contesto socio culturale delle famiglie, facilitando quel patto educativo che è alla base del successo scolastico.La cattedra nel comune di residenza trasforma il docente da “nomade della scuola” a pilastro della comunità locale. Quest’anno la pagina delle Utilizzazioni e Assegnazioni Provvisorie sul sito del MIM rimarrà chiusa.A settembre la campanella suonerà dietro l’angolo di casa.
E, per la prima volta dopo dodici anni, l’estate profuma interamente di vacanza e di futuro. Concludo augurando a tutti i docenti un presto e definitivo ritorno nella terra natia. La vostra battaglia continuerà ad essere anche la mia.
Fernando Nucifero