Home Pensionamento e previdenza Finalmente gli scatti nella busta paga di settembre

Finalmente gli scatti nella busta paga di settembre

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Contratto sul ripristino dell’utilità del 2012 sottoscritto definitivamente all’Aran il 7 agosto dai rappresentanti del Governo e dei sindacati Cisl, Uil, Snals e Gilda-Unams (la Cgil non lo ha firmato).

 

Il quotidiano “Italia Oggi” del 23 settembre fa il punto della situazione e la sintesi è che i soldi per il riconoscimento degli scatti d’anzianità, come per l’assunzione dei precari, ci sono eccome: ma da dove provengono?

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Con triste meraviglia scopriamo che all’inizio c’era stata la fregatura di cui tanto i giornali avevano parlato: l’art. 9, comma 23, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 aveva infatti disposto che: “Per il personale docente, amministrativo, tecnico ed ausiliario (Ata) della scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti”.

L’intenzione del legislatore, infatti, era quella di introdurre un ritardo di tre anni nella maturazione degli scatti di anzianità. E ciò avrebbe comportato, a regime, una perdita secca di circa 1000 euro per ognuno degli anni del triennio, sia nella retribuzione che nella pensione. Con ulteriori decurtazioni della buonuscita.
Prima allora è stato recuperato l’anno 2010. E come? Giusto giusto con l’utilizzo dei fondi inizialmente accantonati per finanziare il merito (si veda il decreto interministeriale 14 gennaio 2011 n. 3).

A loro volta da dove provenivano questi fondi? Guarda caso, sottolinea sempre “Italia Oggi”, dal taglio di circa 135mila posti di lavoro nella scuola, disposti tramite il piano programmatico dell’art. 64 della famigerata legge n. 133/2008.

Recuperato il 2010, bisognava però trovare i soldini per il 2011, ma i soldi del merito sono risultati insufficienti. Anche perché buona parte delle disponibilità sono state utilizzate dal governo per retribuire i docenti di sostegno, autorizzati in deroga alle riduzioni di organico. Insomma ì soldi son pochi e si cerca di arraffare qualcosa ora qua e ora là.

Alla fine dove sono stati trovati i soldi che mancavano? Governo e sindacati alla fine hanno deciso, a maggioranza, di utilizzare una parte dei fondi previsti per finanziare lo straordinario dei docenti e degli Ata (si veda il contratto del 13 marzo 2013).

E da dove sono stati recuperati questi denari? Guarda caso dal fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (Mof).

Rimaneva l’anno 2012. Ed ecco l’accordo del 7 agosto, con il quale è stato recuperato anche quest’anno, attingendo, anche questa volta, ai fondi per lo straordinario dei docenti e dei non docenti.
Meno male, verrebbe da dire, che gli scatti nelle intenzioni del governo Renzi, dovrebbero scomparire del tutto. Con un risparmio notevole. Meglio questi soldini (circa 60 euro ogni tre anni) darli solo agli insegnanti più bravi e, mi raccomando, che sian pochi…