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Finanziaria: la Bastico contesta i dati allarmistici

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In relazione alle cifre riguardanti la Finanziaria per la scuola riportate su alcuni organi di stampa, il viceministro per la Pubblica Istruzione Mariangela Bastico interviene con un comunicato ufficiale, evidenziando che “non si considerano tre scelte strategiche contenute nella Finanziaria: l’innalzamento dell’obbligo d’istruzione a 16 anni, l’avvio sperimentale delle sezioni primavera per i bambini dai 2 ai 3 anni e l’educazione degli adulti, che determinano un aumento degli alunni e di conseguenza l’incremento degli organici”.
Contestando le analisi negative (“Sommare mele con pere costituisce un errore macroscopico”, sottolinea la Bastico), il viceministro evidenzia che vengono contabilizzati “come tagli i docenti soprannumerari ed inidonei, che rimarranno invece negli organici del Ministero della Pubblica Istruzione e comunque nell’amministrazione statale” e che “agli 8.000 specialisti di lingua inglese nella scuola elementare non corrispondono posti in organico: si tratta di incarichi temporanei in attesa della formazione dei docenti titolari, così come previsto da normative vigenti. Quindi anche qui nessuna conseguenza sugli organici”.
Sulla riduzione da 40 a 36 ore settimanali degli istituti professionali, Mariangela Bastico afferma che è necessaria per “l’eccesso di carico orario, quindi per ragioni didattiche ampiamente condivise, non per ragioni di risparmio”, aggiungendo che “una parte delle ore ridotte costituirà organico funzionale a disposizione della scuola per la riduzione degli abbandoni e degli insuccessi scolastici”.
Non usa mezzi termini il viceministro per sostenere che certi “numeri infondati” circolati in questi giorni fanno torto alle proposte contenute nel disegno di legge per la Finanziaria 2007: “credo, dunque, che siano stati dati i ‘numeri al lotto’ perché non è stata colta la scelta fondamentale che sta alla base della Finanziaria per la scuola: le razionalizzazioni di un sistema così vasto e complesso sono possibili e doverose, ma intendiamo farle solamente in una prospettiva di innovazione e di riforma, in tempi medi (non meno di 3-5 anni)”.
”Abbiamo escluso quindi i tagli con la scure – continua la Bastico – perché li riteniamo ingiusti ed inefficaci, ma nello stesso tempo siamo convinti di dover utilizzare, anche attraverso la valorizzazione dell’autonomia scolastica, al meglio, ogni euro, evitando ogni spreco”.
Il viceministro della Pubblica Istruzione sottolinea che “le 150.000 assunzioni di personale in ruolo nei prossimi tre anni costituiscono un piano straordinario di stabilizzazione fondato su numeri reali e verificati: il solo turn over determinerà la disponibilità di oltre 30.000 posti all’anno per tre anni, cioè 90.000, che si aggiungono ai posti ricoperti attualmente da personale precario che fanno superare largamente i 150.000 previsti”.