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04.11.2025

Debiti formativi solo in seconda e quarta superiore, negli altri anni insufficienze con 6*: la proposta in Trentino

Nuova organizzazione relativa ai debiti formativi nella scuola superiore in Trentino Alto Adige. Come riporta Il Corriere della Sera, se verrà approvato il disegno di legge denominato “Riforma del sistema di valutazione del secondo ciclo” del Consiglio provinciale, tutto cambierà già con l’anno scolastico 2026/2027.

Ma cosa si prevede? Si tratta del nuovo sistema a “cicli biennali”: gli eventuali debiti formativi ci saranno solo in seconda e in quarta superiore, dove si dovrà colmare in pieno l’insufficienza per passare alla classe successiva. Resterà tutto uguale per gli studenti delle prime e delle terze classi, con l’eventuale insufficienza segnata da un 6 con asterisco in pagella, recuperabile entro la fine del ciclo scolastico. 

Ricordiamo che nel sistema trentino attualmente non esistono gli esami di riparazione. “Il sistema precedente non era efficace”, ha spiegato l’assessora al’istruzione Francesca Gerosa, presentando il nuovo meccanismo definito “una via trentina”. “Il Trentino ha fatto da tempo la sua scelta, ma lo studio puntuale che è stato portato avanti ha messo in evidenza le criticità: la nostra è una via autonoma che mira a responsabilizzare gli studenti e al contempo a personalizzarne il recupero”, ha spiegato il governatore Maurizio Fugatti

La via trentina

“Si tratta di un lavoro che parte da lontano”, ha detto Gerosa, poiché “la necessità dello studio di questa via trentina è nata dal fatto che il sistema trentino, com’era strutturato nel recupero delle carenze, non fosse efficace perché di fatto i ragazzi potevano proseguire negli anni senza dover effettivamente recuperare le proprie carenze, con vuoti nelle conoscenze e nelle competenze acquisite”.

Dall’altro, c’è il sistema nazionale “che mantiene ancora gli esami a settembre, che c’erano anche in Trentino, ma che hanno la criticità di ricadere troppo sulle famiglie costrette a seguire nei mesi estivi il percorso dei figli, sia come tempo da impiegare, sia come risorse economiche”.

Nel testo, ha spiegato ancora l’assessora, sono declinati tre principi chiave: la “responsabilizzazione degli studenti che non potranno più fare come se niente fosse”, “la personalizzazione dei percorsi, perché le scuole dovranno redigere un piano di recupero e poi dovranno essere fatti dei piani individualizzati di recupero per ogni studente. Infine, il principio del monitoraggio costante, della trasparenza e della tempestività delle comunicazioni: nei registri elettronici verranno inserite delle sezioni apposite sulle carenze. Ci sarà la necessità di monitorare da un lato come funziona questo nuovo sistema, ma dall’altro come i ragazzi effettivamente recuperano le carenze”, raccomanda Gerosa.

Le altre novità: le capacità relazionali a scuola

Il testo è stato approvato in giunta venerdì scorso. All’interno del ddl è inserita anche un’altra novità: la valutazione delle capacità relazionali, che incideranno sul giudizio finale al pari delle discipline curricolari. Insufficienze gravi e reiterate nelle capacità relazionali potranno portare alla non ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato.

Per questa nuova “materia” il recupero avverrà tramite la partecipazione a progetti educativi e civici. E nel ddl viene indicata anche un’armonizzazione al sistema nazionale: “Con un’insufficienza in condotta, non ci sarà ammissione all’esame di Stato. E con un voto pari a 6, lo studente dovrà invece presentare alla commissione un elaborato critico”, ha spiegato il sovrintendente scolastico Giuseppe Rizza affiancato dalla dirigente del Dipartimento istruzione Francesca Mussino.

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