Mercoledì 15 luglio si è svolto il question time dall’Aula di Montecitorio. A intervenire, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha risposto su diverse interrogazioni. In particolare, sul piano scolastico ‘Gli studenti italiani in Europa’ ha affermato: “Con questo piano rafforziamo una visione di scuola costituzionale capace di dare opportunità concrete ai nostri giovani. Per noi la vera uguaglianza significa garantire ad ogni ragazzo, indipendentemente dalle condizioni economiche, sociali o territoriali di partenza, la possibilità di sviluppare i propri talenti e costruire il proprio futuro.
Per questo abbiamo deciso di investire 420 milioni di euro di fondi strutturali nel più grande programma di formazione linguistica e di mobilità educativa internazionale mai realizzato in Italia per gli studenti, con uno stanziamento pari a ben sette volte i fondi Erasmus che vengono annualmente investiti. L’obiettivo è offrire ad almeno 150.000 studenti – circa un terzo degli iscritti al quarto anno dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali – l’opportunità di vivere un’esperienza di studio e formazione in un Paese europeo.
Ma il piano va ben oltre il potenziamento linguistico. Gli studenti vivranno un’esperienza formativa immersiva fatta di studio, confronto con diversi sistemi educativi, attività progettuali e occasioni di incontro con il mondo della ricerca, delle istituzioni e delle professioni. Sarà un percorso che contribuirà a formare giovani più consapevoli, aperti al confronto internazionale e pronti a vivere da protagonisti in una società sempre più interconnessa e globale.
Accanto a loro saranno coinvolti anche 15.000 docenti, con spese di viaggio, vitto e alloggio interamente sostenute dal Ministero e il riconoscimento delle attività aggiuntive, affinché questa esperienza produca ricadute didattiche nelle nostre scuole. Tutte le spese per gli studenti saranno ovviamente a carico del Ministero. Non vogliamo che un’esperienza di questo valore resti un privilegio per pochi, ma che diventi un’opportunità concreta per chi la merita. Per questo gli studenti saranno individuati dalle scuole sulla base di criteri che considerano il merito e l’ISEE, così da garantire il diritto allo studio e le pari opportunità.
Il talento di un ragazzo non deve fermarsi di fronte a una barriera economica né a una barriera linguistica. Se oggi non aiutiamo i nostri giovani a superarle, domani limiteremo la loro libertà di scegliere il proprio percorso di studio, di lavoro e di vita. Noi vogliamo fare esattamente l’opposto: allargare gli orizzonti, ampliare le opportunità e rendere più libere le loro scelte.
Investire sui nostri ragazzi significa investire sul futuro del nostro Paese; significa credere che il talento debba poter emergere ovunque nasca e costruire una scuola capace di valorizzare il merito senza lasciare indietro nessuno. Questa è la traiettoria che il Ministero intende perseguire: sostenere le famiglie e dare ai nostri giovani la possibilità di studiare, confrontarsi e costruire il proprio futuro senza che le condizioni economiche e sociali possano limitarne le opportunità”.
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