Tre studentesse di una scuola superiore della provincia di Latina sono state raggiunte da un provvedimento di ammonimento disposto dal questore, dopo essere state accusate di aver perseguitato per mesi una compagna di classe. Una misura che, pur non avendo natura penale, viene equiparata per gravità a quella prevista per i soggetti già pregiudicati.
Come riportato da Repubblica, tutto nasce da una segnalazione su “gravi episodi intimidatori verificatisi nel corso dell’anno scolastico” ai danni della giovane. Le indagini della polizia hanno ricostruito una serie di comportamenti vessatori – minacce, pressioni psicologiche, tentativi di isolamento e altre condotte aggressive – messi in atto, secondo quanto specificato dalla questura, per costringere la vittima ad addossarsi la responsabilità di un episodio disciplinare che non le apparteneva.
Gli approfondimenti investigativi hanno fatto emergere ulteriori episodi: invio di messaggi minacciosi, il coinvolgimento di altri compagni nelle condotte persecutorie e persino l’accesso al telefono cellulare della vittima, con il controllo di contenuti e profili social. Un quadro che si è protratto nonostante gli interventi educativi e di sensibilizzazione attivati tempestivamente dall’istituto scolastico, senza riuscire a fermare le tre ragazze.
Le condotte reiterate avrebbero provocato nella giovane “un profondo stato di ansia e disagio psicologico, con ripercussioni sulla serenità della vita scolastica e personale”. Proprio per questo il questore ha scelto di applicare alle tre minorenni la misura di prevenzione dell’ammonimento, uno strumento pensato per “interrompere tempestivamente condotte di bullismo e prevenire ulteriori episodi”.