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17.12.2025

Francesca Albanese e le ispezioni, ds annulla all’ultimo minuto incontro con disertori israeliani: “Preferisco prudenza”

Dopo il polverone che si è sollevato con l’ispezione nelle scuole in cui è stato organizzato un webinar in cui ha parlato la relatrice Onu Francesca Albanese voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, i dirigenti stanno cambiando il loro modus operandi? Pare di sì.

“Chiederemo chiarimenti”

Come riporta Il Corriere della Sera, il dirigente scolastico di un istituto professionale bolognese ha deciso di bloccare un incontro con dei soldati che si sono rifiutati di arruolarsi nell’esercito israeliano e partecipare al massacro di Gaza, organizzato da Assopace Palestina.

Il dirigente scolastico parla di “un’operazione di prudenza dopo le ultime note del ministero nelle quali si ribadisce che su certe temi sono necessarie garanzie di pluralismo e contradditorio. Sono argomenti che tendono a polarizzare. Adesso chiederemo chiarimenti al Ministero su che cosa si intenda per pluralismo. Io ho preferito mantenere un atteggiamento prudente”.

Docenti delusi

Il dirigente non parla di censura ma semmai della necessità “di procedere senza il rischio di sbagliare. Mi sono preso più di tempo anche per proteggere docenti e studenti”. Durissima la reazione dei professori. “È stata una mortificazione assoluta, un atto di prevaricazione che colpisce l’autonomia dei docenti e dei consigli di classe”, attacca un docente di Italiano e Storia in una delle classi coinvolte.

“Sarebbe il caso di smetterla di preoccuparsi di cosa pensano i politici e occuparsi di docenti e studenti — continua —. Pensavamo fosse una opportunità per gli studenti che sono rimasti molto sorpresi dalla cancellazione”. Poi, aggiunge, “non si capisce cosa voglia dire ‘garantire il contradditorio’, noi abbiamo organizzato anche un incontro con gli alcolisti anonimi….. Guarda caso la nota del ministero viene fuori quando si parla di Palestina..”.

Ispezione Albanese, Valditara: “Mentalità totalitaria dell’opposizione”

Nel frattempo sono partite le verifiche antecedenti alle ispezioni nelle scuole in cui la relatrice Onu per i territori Palestinesi Francesca Albanese ha parlato in un webinar la scorsa settimana.

In una scuola emiliana il webinar si è tenuto mercoledì scorso, per l’interessamento di una prof di italiano, e all’insaputa non solo dei genitori degli studenti, ma anche del consiglio d’istituto e del dirigente scolastico. Proprio quest’ultimo ha preteso “una relazione didattica” dall’insegnante promotrice.

Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Bruno Di Palma, ha sottolineato: “Come sempre in questi casi, faremo gli approfondimenti necessari nelle scuole segnalate”. Ovviamente, “sono in contatto con il dirigente e con il provveditore di Bologna. Nelle scuole ci sono delle regole, la vicenda è delicata e prima di esprimersi bisogna approfondire il caso”, continua Di Palma.

Il ministro Valditara ha già annunciato l’invio di ispettori ed ha persino detto che a carico di Albanese si potrebbero persino configurare ipotesi di reato. in alcuni licei dopo le videolezioni della relatrice Onu, ritenute da esponenti di centrodestra come potenzialmente connotate da propaganda politica. Il ministro ha ribadito più volte che “la scuola deve essere un luogo di pluralismo e non di indottrinamento”, sottolineando la necessità di verificare il rispetto delle regole e della neutralità dell’insegnamento.

Francesca Albanese e le ispezioni a scuola, Valditara al question time

Oggi, mercoledì 17 dicembre, alle 10, si è svolto il question time in diretta dall’Aula di Montecitorio, a cui ha partecipato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il capo del dicastero di Viale Trastevere ha risposto ad importanti interrogazioni relative a questioni importanti come l’ispezione nelle scuole in cui ha parlato Francesca Albanese, la pubblicazione delle Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo e le classi pollaio.

Ecco la risposta di Valditara: “La gravità dei fatti ha imposto l’avvio delle ispezioni per accertare se sono state espresse posizioni di natura politica o ideologica incompatibili con una corretta funzione educativa. Sarebbe stato criticato il Governo e sarebbero stati rivolti inviti ad occupare la scuola. Se ciò sarà confermato in quanto incompatibile con una didattica volta a formare una autonoma capacità di giudizio e lo spirito critico. Le verifiche dovranno accertare il rispetto delle procedure organizzative”.

“Il timore è che non ci sarebbe stata informazione preventiva sulle iniziative da parte degli organizzatori. Gli esiti delle verifiche saranno esaminate dagli Usr e poi ci sarà l’eventuale avvio dei procedimenti. Chi parla di censura non ha ben chiaro il significato della scuola costituzionale e delle regole democratiche. La scuola deve garantire la pluralità delle idee e respingere ogni forma di propaganda, è il luogo dove confrontare posizioni diverse. Lo scorso novembre ho emanato una circolare richiamando le scuole nell’ambito dell’autonomia al pieno rispetto dei principi della libertà di opinione e del pluralismo. Gli eventi di interesse politico devono vedere la presenza di ospiti competenti, assicurando il libero confronto tra posizioni diverse, solo se improntati al dibattito democratico e ad reale un approfondimento dei fatti rifuggendo alla logica della contrapposizione ideologica e delle facili semplificazioni”.

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