È stato approvato ieri dalla Camera Francese il disegno di legge che vieta l’accesso ai social agli under 15 al fine di tutelare la loro salute. Il provvedimento, che ora passa al Senato, è sostenuto dal governo e ha ottenuto una grande maggioranza (130 voti a favore e 21 contrari).
La proposta di legge, leggiamo su Le Monde, è frutto di anni di discussioni. Se nei giorni scorsi la ministra delegata al digitale, Anne Le Hénanff e la sua omologa alla salute, Stéphanie Rist, hanno dichiarato di sostenere il testo promosso anche dal gruppo Ensemble pour la République (EPR), questa unità non è sempre stata scontata e, soprattutto, sono in tanti tra i politici a volerne rivendicare la paternità.
Se il Senato voterà a favore della legge, la Francia sarebbe il primo Paese europeo a imporre un limite di età per l’accesso ai social seguendo così le orme dell’Australia. Sullo stesso tema è intervenuto il 26 novembre 2025 il Parlamento europeo chiedendo che gli Stati fissino a 16 anni l’età media per l’accesso ai social. La richiesta del Parlamento europea si basata sul fatto che, un minore su quattro fa un uso “problematico” o “disfunzionale” dello smartphone, ossia presenta dinamiche comportamentali affini alla dipendenza.
Secondo l’Eurobarometro 2025, più del 90 % degli europei ritiene urgente intervenire per proteggere i minori online, in particolare per quanto riguarda l’impatto negativo dei social media sulla loro salute mentale (93%), il bullismo online (92%) e la necessità di strumenti efficaci per limitare i contenuti inadatti alla loro età (92%).
Non va poi dimenticato che il tema fa parte dello scontro tra USA ed Europa in ordine alla regolamentazione dei comportamenti delle grandi aziende digitali americane che cercano in ogni modo di non sottostare agli obblighi regolamentari imposti dall’Unione Europea per proteggere i propri cittadini ed i propri adolescenti.