Oltre a modificare il calendario scolastico, è ora tempo di cambiare anche l’orario di inizio delle lezioni al mattino? Questo è quanto chiede, come abbiamo scritto, l’ex ministra dell’Istruzione francese Anne Genetet, che ha firmato un appello pubblicato martedì 10 marzo su Le Monde insieme a Stéphanie Mazza, una ricercatrice specializzata nello studio dei ritmi biologici nei bambini e negli adolescenti, come riporta Il Post.
Cosa si chiede? L‘inizio delle lezioni nelle scuole medie e superiori francesi alle 9 di mattina, come tra l’altro per ora accade in alcuni istituti.
Secondo loro, le conoscenze scientifiche sulla cronobiologia, la disciplina che studia i ritmi biologici degli esseri viventi, indicano da tempo che orari scolastici troppo anticipati, come le 7 o le 8 del mattino, non sono adatti agli adolescenti.
Durante la pubertà, infatti, il sistema circadiano, il meccanismo biologico che regola il ciclo sonno-veglia nell’arco delle 24 ore, cambia. In questa fase della vita il ritmo biologico tende a spostarsi più avanti: molti adolescenti si addormentano più tardi la sera e fanno più fatica a svegliarsi presto al mattino. Il loro “orologio biologico” è quindi in ritardo rispetto a quello dei bambini e degli adulti.
Ciò non significherebbe ridurre il carico scolastico perché il numero di ore e i programmi rimarrebbero invariati, si tratterebbe solo di ripensare a come è strutturata la giornata di scuola.
L’anno scorso il presidente francese Emmanuel Macron convocò un’assemblea di cittadini, la “Convention citoyenne sur le temps de l’enfant”, chiedendo di discutere degli orari di ingresso nelle scuole e, più in generale, dell’organizzazione della giornata dei bambini e degli adolescenti. Alla fine dei lavori il gruppo propose, tra le altre cose, di spostare alle 9 l’inizio delle lezioni nelle scuole medie. Secondo i partecipanti, cominciare la scuola più tardi permetterebbe agli studenti di dormire di più e quindi di essere più attenti e concentrati durante le lezioni.
Anche il Consiglio scientifico dell’istruzione nazionale francese, un comitato di esperti che fornisce pareri sulle riforme scolastiche, ha condotto alcuni esperimenti per valutare gli effetti concreti dell’inizio delle lezioni alle 9 nelle scuole medie. I risultati hanno mostrato “un aumento medio del tempo di sonno degli studenti, una riduzione del cosiddetto ‘debito di sonno’ accumulato durante la settimana e miglioramenti misurabili nell’attenzione, nel comportamento e nei livelli di ansia”.
Alcune scuole hanno già provato a modificare concretamente gli orari. Per esempio a Digione due scuole medie hanno sperimentato un ingresso posticipato, valutandone gli effetti. In quel caso non sono stati fatti grandi cambiamenti nell’organizzazione generale della giornata: gli studenti hanno continuato a uscire più o meno alla stessa ora di prima. Le modifiche principali hanno riguardato soprattutto la gestione della pausa pranzo e la distribuzione delle ore durante la settimana.
Un esperimento simile è stato fatto anche in Svizzera. Agli studenti è stato proposto di iniziare la scuola alle 7:30 oppure alle 8:30, rendendo facoltativa la prima ora. Il 95 per cento degli studenti ha scelto di cominciare la giornata alle 8:30 e, andando a dormire alla stessa ora di prima, ha guadagnato in media 45 minuti di sonno al giorno.
Non mancano le obiezioni: ci sono docenti e genitori che non sono d’accordo, per ragioni logistiche più che altro, ma secondo l’appello “non dovrebbe più essere accettabile che i problemi degli adulti continuino ad avere la precedenza sulle esigenze degli adolescenti”.
Qualche anno fa la proposta del critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi di posticipare l’orario di ingresso delle lezioni alle dieci ha fatto decisamente discutere. In molti l’hanno definita utopistica e sicuramente poco realizzabile in quanto non viene incontro alle esigenze dei molti genitori che accompagnano i figli a scuola al mattino che iniziano a lavorare prima di quest’orario.
C’è stato però qualcuno che l’ha ritenuta un’idea giusta su cui vale la pena di riflettere: il maestro e giornalista Alex Corlazzoli.
Quest’ultimo, in un suo pezzo pubblicato su Il Fatto Quotidiano, ha preso una posizione ben precisa a riguardo, dando ragione a Sgarbi. Secondo Corlazzoli è sbagliato costringere gli alunni a dover stare concentrati la mattina presto: “La scuola è dei bambini e per i bambini. E loro devono poter arrivare in aula non addormentati ma con un livello di serenità mentale da non compromettere la capacità di attenzione”, ha scritto.