Lo avevamo scritto qualche giorno fa: il dibattito sull’età d’accesso dei minori ai social si fa sempre più intenso e dopo l’Australia che per legge ha fissato a 16 anni l’età minima per poter accedere ai social media, anche altri Paesi ne stanno ragionando.
Nel Regno Unito, la ministra Lisa Nandy, a capo del dicastero Cultura e Media del governo, ha affermato di aver disposto un esame approfondito del modello australiano: ciò perché permangono i timori sulla dipendenza dei giovanissimi dal mondo dei social e sugli “Algoritmi predatori”.
E anche nel Parlamento italiano “c’è una proposta di legge bipartisan che prevede il divieto di accesso ai social fino a 14 anni“.
Nell’ultimo giorno dell’anno giunge notizia che anche la Francia vuole seguire l’esempio dell’Australia e vietare l’uso dei social media – da Facebook a Instagram, da Snapchat a TikTok e YouTube – addirittura già ai minori di 15 anni. Lo riporta Le Monde, secondo cui una bozza del provvedimento è già pronta e dovrebbe approdare in Parlamento all’inizio del 2026.
Il divieto scatterebbe dal prossimo anno scolastico, quindi dal mese di settembre del 2026, e a caldeggiarlo sarebbe direttamente il presidente Emmanuel Macron.
Secondo l’agenzia Ansa, il presidente transalpino da tempo sarebbe “in pressing perché il ‘modello Australia’ (dove da dicembre i social sono interdetti ai minori di 16 anni) venga adottato anche in Francia”.
L’obiettivo non è solo impedire l’accesso alle piattaforme ai minori di 15 anni, ma anche quello di vietare gli smartphone nei licei e nelle scuole di secondo grado, dove studiano ragazzi tra i 15 e i 18 anni (i telefoni cellulari invece in Francia sono già banditi da tempo dalle scuole primarie e medie), sulla scia di quello che è stato voluto fortemente nelle scuole superiori italiane dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.