Oggi, 18 giugno, ha inizio ufficialmente la maturità 2026 con la prima prova d’italiano, scelta a livello ministeriale e uguale, per contenuti, per tutte le scuole. Tra gli autori proposti, nella Tipologia B3, c’è un testo di Frank Furedi, tratto da “I confini contano”.
«Un’altra parola a cui talvolta si ricorre per riferirsi a questi venti-trentacinquenni è “adultescenti” (adultescent), che in generale indica coloro che, rifiutando di sistemarsi e di assumersi impegni, vorrebbero piuttosto continuare a fare festa anche durante la mezza età. Nondimeno, la mancanza di chiarezza a proposito del confine tra le generazioni è oggi ampiamente riconosciuta: così, quando il titolo di un articolo apparso su “The Atlantic” chiede When Are You Really an Adult? (Quando si è veramente adulti?), il pezzo prosegue la domanda retorica dichiarando: “In un’epoca in cui il confine tra infanzia ed età adulta è più sfumato che mai, che cos’è che rende le persone mature?”. Com’è prevedibile, l’articolo non dà una risposta e lascia semplicemente il lettore con la chiara impressione che, di qualunque cosa si tratti, l’età adulta è una seccatura. Secondo l’autore, “essere adulti non è sempre desiderabile”: “l’indipendenza può diventare un ordine” e “la responsabilità può trasformarsi in stress”.
La sensazione di sconforto che circonda l’identità adulta contribuisce a spiegare perché la cultura contemporanea si sforzi di preservare un confine tra la maturità e l’infanzia. La puerilità è idealizzata per la medesima ragione che molte persone si sgomentano al pensiero di vivere l’alternativa: maturità, responsabilità e impegno incontrano solo una debole convalida da parte della cultura contemporanea.»
Il testo scelto per la prova di maturità assume un significato particolare proprio perché affronta il tema dell’età adulta nel momento in cui gli studenti si trovano davanti a un passaggio simbolico verso di essa. Si può parlare quindi di metamaturità: una riflessione sulla maturità dentro la stessa Maturità.
La scelta di questo testo per l’esame diventa così quasi una provocazione: mentre gli studenti affrontano una prova chiamata “Maturità”, sono invitati a chiedersi che cosa significhi davvero essere adulti. Non basta infatti compiere diciotto anni o terminare la scuola: la maturità implica la capacità di assumersi responsabilità, costruire la propria identità e confrontarsi con il mondo.
Frank Furedi (1947), come riportato sul sito di Meltemi Editore, è Professore emerito di Sociologia all’Università del Kent. I suoi studi si sono concentrati sulla sociologia della conoscenza e dell’educazione, sul ruolo della paura e dell’incertezza, nonché sulle guerre culturali nelle società occidentali. È autore di venti libri, tra i quali le traduzioni in italiano: Il nuovo conformismo (2005), Che fine hanno fatto gli intellettuali? (2007) e Fatica sprecata (2012).
L’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2024/2025 prevede una prima prova scritta di italiano (giovedì 18 giugno 2026), una seconda prova scritta specifica per l’indirizzo di studio (venerdì 19 giugno 2026), e un colloquio.
Ma cosa cambierà alla Maturità 2026? Ecco una piccola guida:
Innanzitutto, le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri complessivi, anziché sette, di cui due interni, due esterni e il presidente esterno.
Aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e ben 11 milioni nel 2027. Il compenso dei commissari, però, rimane sempre lo stesso, fermo al 2007, quindi da quasi vent’anni fa. Viene rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90/100, e non più da 97/100.
Si passa poi dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno alla dicitura “Esame di Maturità”.
Con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline oggetto della seconda prova, e le quattro discipline oggetto di colloquio, per ogni indirizzo. Stop anche al documento iniziale del colloquio.
Inoltre, c’è un nuovo indicatore nella griglia del colloquio, d’ora in poi: si tratta del “grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio”.
L’esame di maturità sarà validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove, per evitare le “scene mute” degli studenti del 2025, ma anche degli anni precedenti, con studenti che hanno deciso di non svolgere il colloquio per protesta, sapendo comunque di avere raggiunto un punteggio tale nelle prove scritte per arrivare al diploma.