La prova di matematica della Maturità finisce al centro delle polemiche in un liceo scientifico di Torino, dove in una classe 18 studenti su 25 hanno ottenuto valutazioni insufficienti nello scritto. Il caso ha spinto alcune famiglie a chiedere l’accesso agli atti per verificare le modalità di correzione e l’attribuzione dei punteggi, mentre la dirigente scolastica richiama il diritto degli studenti a ottenere chiarimenti nel rispetto dell’autonomia delle commissioni d’esame.
Nella classe coinvolta, gran parte degli elaborati di matematica è stata valutata con punteggi fino a 5/20, incidendo in modo significativo sul voto finale dell’Esame di Stato. Tra gli studenti c’è chi sostiene che il risultato non rispecchi il percorso scolastico svolto negli ultimi cinque anni.
Uno dei diplomati racconta al Corriere: “Non ho mai avuto un’insufficienza in matematica in cinque anni. Mi dispiace che una singola valutazione abbia rovinato il percorso a me e a tante altre persone”. Lo studente, insieme alla famiglia, ha deciso di richiedere l’accesso agli atti per visionare il proprio elaborato e verificare la correttezza della valutazione. Qualora dovessero emergere irregolarità, non esclude un eventuale ricorso.
Sul caso è intervenuta anche la dirigente scolastica, che ha ricordato come la commissione operi nella piena autonomia prevista dalla normativa e che la scuola non possa entrare nel merito delle valutazioni espresse dai commissari.
La dirigente ha però sottolineato che ogni candidato ha il diritto di richiedere l’accesso agli atti qualora ritenga necessario approfondire la correzione del proprio elaborato o verificare l’eventuale presenza di errori. Si tratta di uno strumento previsto dall’ordinamento a tutela degli studenti, che consente di prendere visione della documentazione relativa all’esame.
Pur ribadendo che gli esiti complessivi dell’Esame di Stato nell’istituto sono stati positivi, con numerosi diplomati che hanno ottenuto votazioni elevate, la dirigente ha osservato che il tema merita una riflessione. “Comprendiamo il disagio espresso dai ragazzi: un esame deve certamente essere rigoroso e selettivo, ma deve anche consentire ai candidati di dimostrare in modo equilibrato le competenze realmente maturate durante il percorso di studi”, ha dichiarato.