Si protesta a causa del freddo nelle scuole a Palermo. Gli studenti sono scesi in piazza oggi, 16 gennaio, al grido di “a scuola s’attassa ru friddu” (a scuola si gela). Lo riporta Ansa. I ragazzi denunciano il degrado delle infrastrutture scolastiche.
Anche in altre città siciliane si sono registrate proteste negli ultimi giorni. La manifestazione è promossa dal Coordinamento studenti palermitani. “Ci sono porte rotte, finestre che si staccano o che non si chiudono, buchi nei muri e nelle porte, infiltrazioni d’acqua”, denunciano due rappresentanti d’istituto.
In un altro liceo è crollato un pezzo d’intonaco in un’aula durante le lezioni: “Siamo scossi per quanto accaduto, l’intonaco ha colpito due studentesse – dice il rappresentante di questa scuola -. In altre cinque aule sono stati riscontrati gli stessi rischi e sono state chiuse grazie all’intervento della dirigenza”.
In un altro un istituto scolastico in cui si è rotto l’impianto di riscaldamento, a Palermo, un’alunna si è sentita male per le basse temperature ieri, 13 gennaio. Lo riporta Adnkronos.
A denunciarlo sono stati Flc Cgil Palermo e Fillea Cgil Palermo. “Sappiamo che l’amministrazione, ricevuta la segnalazione dal dirigente scolastico, sta prontamente intervenendo per ripristinare l’impianto”, dicono i segretari generali della Flc Cgil Palermo e della Fillea Cgil Palermo Fabio Cirino e Piero Ceraulo.
“Quanto sta accadendo nelle scuole siciliane è inaccettabile. Termosifoni spenti, aule gelide, intonaci che crollano, finestre e porte rotte: studenti e docenti costretti a subire condizioni di vita e di studio che non dovrebbero esistere in un Paese civile. Questa mattina gli studenti di Palermo sono scesi in piazza per chiedere ciò che è un diritto: sicurezza e dignità. Ho depositato un’interrogazione parlamentare urgente per chiedere al Governo di intervenire immediatamente”.
Non si può più ignorare il freddo nelle scuole, i rischi per la salute, le strutture fatiscenti. Lo Stato ha il dovere di garantire a ogni ragazza e ragazzo un ambiente di studio sicuro e vivibile. Basta con le parole vuote. È il momento delle risposte concrete”, così la deputata M5S Daniela Morfino.
Un’indagine di Skuola.net, condotta su un campione di 1.200 ragazzi, ha rivelato che ben 8 studenti su 10 hanno sofferto il freddo al loro ritorno in classe.
Circa il 60% degli intervistati ha dichiarato di aver avvertito un freddo superiore al solito, mentre un altro 17% ha riportato il consueto disagio, portando il totale dei malcontenti a sfiorare l’80%. Questa situazione riflette un’edilizia scolastica ferma nel tempo, dove oltre la metà degli edifici risale a prima degli anni Settanta e i fondi del PNRR sono stati destinati maggiormente alla fascia 0-6 piuttosto che all’ammodernamento strutturale delle scuole medie e superiori.
Le ragioni di questa “era glaciale” scolastica sono molteplici e intrecciano carenze strutturali a precise scelte gestionali legate ai costi energetici. Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, circa l’1,5% delle scuole è del tutto privo di impianto di riscaldamento, mentre oltre tre impianti su quattro utilizzano il metano, una risorsa diventata estremamente onerosa da mantenere. Per un terzo degli studenti (34%), il problema principale è stato il mancato accendimento dei riscaldamenti nei giorni precedenti al rientro, una misura probabilmente dettata dalle esigenze di risparmio degli enti locali che pagano le bollette.
A complicare il quadro intervengono la dispersione termica di infissi e muri obsoleti, riportata da un quinto degli alunni, e la necessità di tenere le finestre aperte per il ricambio d’aria contro i virus stagionali, trasformando le aule in ambienti simili a celle frigorifere.
Di fronte a temperature così rigide, gli studenti sono costretti ad adottare strategie di sopravvivenza quotidiana. Sebbene il 52% dichiari di resistere senza aiuti, ben il 36% segue le lezioni indossando il cappotto direttamente al banco, mentre una piccola quota del 3% ricorre a mezzi di fortuna come coperte e stufe. In casi più gravi, che riguardano circa il 12% dei segnalati, gli impianti risultano del tutto fuori uso o vengono fatti funzionare al minimo per non affaticare strutture eccessivamente vecchie. Tale disagio ha portato in alcune situazioni limite (1%) persino alla riduzione dell’orario scolastico, evidenziando come la mancanza di manutenzione e l’efficienza termica carente incidano direttamente sul diritto allo studio e sul benessere quotidiano dei ragazzi.