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09.09.2025

Galiano: “Meno lezioni frontali a settembre e giugno. In Finlandia 45 minuti di lezione e pause, da noi i docenti fanno resistenza”

Il calendario scolastico va modificato: a sostenere le richieste di molti genitori è il docente e scrittore Enrico Galiano, ribadendolo ai microfoni de La Repubblica. Proprio qualche giorno fa l’insegnante ha scritto un articolo dicendo che non possiamo permetterci più tre mesi di vacanze estive: a suo avviso è un lusso, che causa danni riassumibili nell’espressione summer learning loss.

Ecco perché secondo lui è un problema di disuguaglianze: “I bambini più fortunati, una piccola parte, durante l’estate fanno viaggi studio e sono stimolati. Io, per esempio, a mia figlia faccio scrivere molti testi aggiuntivi rispetto ai compiti che le assegnano, proprio per il valore che do alla scrittura. È una cosa che ho raccontato e che ha generato nel tempo parecchia polemica. La maggior parte degli alunni non ha questa fortuna. Allo stesso tempo, però, è anche una questione di disuguaglianza di genere, perché a occuparsi dei figli sono principalmente ancora le mamme”.

Secondo il docente andrebbe ripensata in qualche modo la didattica: “Andrebbe ripensato il tipo di formazione proposta. Parlo di formazione per i docenti, insieme magari al sostegno di qualche educatore, per differenziare la didattica. Le ultime settimane di giugno o le prime di settembre, per esempio, potrebbero essere più laboratoriali, con più attività all’aperto e meno lezioni frontali. I corsi per gli insegnanti spesso sono visti solo come un impiccio burocratico, e a volte diventano più che altro una risorsa economica per chi li propone, senza una reale ricaduta di innovazione. Chiunque abbia dimestichezza con la didattica e la pedagogia sa che le lezioni frontali sono uno strumento utile. Il problema è quando diventa l’unica forma di trasmissione del sapere”

“In Finlandia, per esempio, alternano 45 minuti di lezione a un quarto d’ora di ricreazione. Così facendo l’alunno in classe è attivo, presente, perché in quel quarto d’ora si è sfogato e rigenerato. Da noi il principio dovrebbe essere lo stesso, ma ho visto molta resistenza anche da parte degli insegnanti. Toccare il calendario scolastico significa smuovere certezze consolidate da più di un secolo. Mi chiedo se ci sia la volontà collettiva di fare un passo del genere”, ha concluso.

Calendario scolastico, la situazione in Europa

Secondo il Rapporto Eurydice, nella maggior parte dei sistemi educativi europei, gli studenti hanno a disposizione, durante il periodo estivo, tra le 8 e le 12 settimane di vacanza. Tuttavia, la durata delle vacanze estive varia in modo significativo da un paese all’altro: si va dalle non più di 8 settimane nella Comunità francese del Belgio, in Danimarca, in alcuni Länder tedeschi, Francia, Paesi Bassi, alcuni cantoni svizzeri, Liechtenstein e Norvegia, fino a periodi di vacanza superiori alle 12 settimane in Irlanda, Grecia, Lettonia, Malta, Portogallo, Albania, Islanda e nella maggior parte delle regioni italiane.

Calendario scolastico, è da modificare?

Il calendario scolastico, l’anno scorso, è diventato un argomento particolarmente dibattuto. Durante l’estate in tanti hanno sostenuto la proposta di posticipo di avvio delle lezioni, come il Coordinamento Nazionale Diritti Umani, il quale partendo dal dato oggettivo che “moltissime scuole non dispongono dei climatizzatori nelle aule scolastiche” ha chiesto “di modificare i calendari regionali posticipando l’apertura delle attività scolastiche all’inizio di ottobre/fine di settembre”.

La richiesta, sostenuta anche dall’Anief, è stata pure oggetto di un sondaggio della Tecnica della Scuola, dal quale è emerso il consenso di quasi tutti i partecipanti (circa il 90%), anche se sulle modalità di attuazione, una parte si è mostrata scettica.

La petizione

C’è una richiesta che hanno avanzato tempo fa delle mamme influencer: si tratta del duo Mammadim***a, composto da due donne che raccontano in modo originale e anticonformista la genitorialità e il ruolo della donna all’interno della famiglia. Come riporta Il Fatto Quotidiano, le due hanno lanciato una petizione online, denominata così: “RISTUDIAMO IL CALENDARIO! Un nuovo tempo scuola NON è più RIMANDABILE”.

“Il calendario scolastico era stato studiato per consentire ai bambini di aiutare i genitori nei campi, va rimodulato. Siamo ancora fermi all’Ottocento e alla riforma agricola. Siamo il paese europeo con più giorni di frequenza scolastica ma siamo il Paese che chiude per più settimane consecutive la scuola“.

“Questo comporta una perdita di competenze enorme per i bambini, si parla di summer learning loss. A settembre assistiamo ad una ripresa lenta e a singhiozzo, si riprende a pieno ritmo circa due settimane dopo la riapertura. Chiediamo che le scuole restino aperte a giugno, a luglio con un’offerta formativa del terzo settore. Questo si porta dietro un ripensamento della didattica, che non può essere più statica, e dei luoghi dove fare scuola, una revisione dell’edilizia scolastica”.

“Questa chiusura prolungata accentua le differenze sociali: i figli delle classi agiate fanno viaggi di formazione, gli altri saranno parcheggiati a casa davanti la televisione o in strada. Il nostro è uno dei sistemi più stressanti del mondo, gli eccessivi carichi di lavoro concentrati nello stesso periodo di tempo, infatti, comportano effetti negativi non solo sul rendimento scolastico, ma anche sul benessere psicofisico”, così scrive il duo sulla pagina della petizione. Questa è arrivata a 35mila firme, 15mila pervenute soltanto negli ultimi due giorni.

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