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Aggiornato il 06.10.2025
alle 11:37

Gaza ha “risvegliato” i docenti: scenderanno in piazza anche per stipendi miserabili, pensioni a 67 anni e precarietà? Intervista a Bernocchi (Cobas)

Il 3 ottobre, per la questione palestinese e difendere l’opera della Flotilla ha sfilato per le piazze d’Italia una quantità di persone oceanica: la scuola è stata una delle categorie più presenti, probabilmente quella con più lavoratori. “Improvvisamente i lavoratori della scuola si sono ‘risvegliati’ – commenta ai microfoni della ‘Tecnica della Scuola’ Piero Bernocchi, portavoce della Confederazione Cobas –, probabilmente perchè la Palestina è un tema che coinvolge tutti. Fatto sta che questa categoria ha risposto più di altre. Adesso vedremo se continuerà a manifestare anche per altri temi”.

“Le priorità – continua Bernocchi – sono quelle di aumentare gli stipendi, assumere tutti i precari, mandare il personale scolastico in pensione prima dei 67 anni: deve valere come insegnamento anche verso la prossima Legge Finanziaria, verso cioè una parte di conflitto sociale, economico e lavorativa che rimane fondamentale”.

Bernocchi spera che l’attivazione del personale scolastico si esprima “anche su tutto il resto: per esempio sulla mobilitazione che abbiamo attivato contro le Indicazioni nazionali, per le quali peraltro abbiamo trovato un’intesa con la Cgil, cosa che fino a ieri era difficilissima: già il 18 ottobre faremo manifestazioni territoriali in tutta Italia insieme”.

“Inoltre, va ricordato che il 3 ottobre abbiamo non solo indetto uno sciopero insieme alla Cgil, ma la convocazione è stata fatta in contemporanea con un unico invio con una lunga serie di sindacati di base. È una novità che avrà ancora sviluppi?”.

“E in vista della legge di bilancio, mi auguro che la Cgil comprenda” che c’è la possibilità di continuare il percorso “insieme alle altre organizzazioni del sindacalismo di base, che hanno alleanze forti con i centri sociali e con le varie strutture: vedremo gli sviluppi nelle prossime settimane”.

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