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Aggiornato il 28.09.2025
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Nuovo sciopero generale per Gaza il 3 ottobre. Settore scuola tra i più coinvolti nella mobilitazione del 22 settembre

Redazione

Un nuovo sciopero generale è stato indetto dal sindacato Si Cobas per venerdì 3 ottobre, per chiedere la fine immediata del genocidio sionista a Gaza e in Cisgiordania, la sospensione di ogni fornitura di armamenti e di merci, nonché di ogni collaborazione e partnership commerciale, culturale, accademica e tecnologica con lo stato di ‘Israele'”. L’iniziativa arriva a poche settimane dalla mobilitazione del 22 settembre, quando sono state centinaia di migliaia le persone che hanno incrociato le braccia in tutta Italia. Anche in questo caso saranno coinvolte le scuole e le università, con possibili disservizi legati sia alla presenza del personale che dei trasporti pubblici.

Settore scuola tra i più coinvolti il 22 settembre

A proposito di scuola, la partecipazione del comparto allo sciopero del 22 settembre, come rilevato da questo giornale, è stata particolarmente significativa. Secondo i dati provvisori del Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono stati oltre 120mila, più dell’11% del personale in servizio in quella data, che superava un milione e 115mila unità. A registrare una partecipazione più alta soltanto il comparto della funzione pubblica, con circa 17mila aderenti su 169mila in servizio, quasi il 12%. Nettamente staccate le altre categorie, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (8%), le autorità indipendenti (6,5% di adesione), le funzioni locali (4.9%), le regioni a statuto speciale (4,3%), la Presidenza del Consiglio e le Province autonome (entrambe al 2,5%) e la sanità (2%).

Le motivazioni dello sciopero del 3 ottobre

Come detto, le ragioni dello sciopero indetto dal Si Cobas per il 3 ottobre riguardano ancora la drammatica situazione in Medio Oriente. “Le mobilitazioni contro il genocidio e a sostegno del popolo palestinese che da due anni si stanno sviluppando ininterrottamente in tutto il mondo, e l’ondata di protagonismo dal basso che in questi giorni si sta moltiplicando sulle strade, nelle piazze e sui luoghi di lavoro in contemporanea alla partenza dai porti europei della Flotilla, è la riprova di un’opposizione sempre più diffusa e crescente alla barbarie a cui stiamo assistendo”, si legge nella convocazione dello sciopero da parte del sindacato Si Cobas.

“Bloccare le filiere dell’economia di guerra”

“Ciò rende sempre più urgente e non più prorogabile una forte discesa in campo dei lavoratori“, proseguono dal sindacato, “in opposizione concreta al genocidio e alla complicità del governo Meloni attraverso lo sciopero, unico strumento capace di bloccare davvero le filiere dell’economia di guerra e del traffico di armi dirette a Israele, rilanciando la mobilitazione nei suoi settori chiave e collegandola alle iniziative di lotta e di solidarietà già in corso a livello internazionale: in primis nei porti, nella logistica e nell’industria bellica”. Per sapere se le adesioni saranno paragonabili a quelle del 22 settembre, anche nel comparto della scuola, bisognerà attendere.

https://www.tecnicadellascuola.it/sciopero-usb-contro-la-guerra-tante-piazze-piene-molte-scuole-vuote-bisognera-capire-il-perche

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