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Gb, è cellularemania: i giovani “attaccati” 6 ore al giorno

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In sole 24 ore fanno in media 8 telefonate, inviano 19 sms e 4 ne ricevono 15. Per un impegno totale di almeno 6 ore. Quasi fosse un’attività di lavoro. Invece si tratta dell’utilizzo ludico che i ragazzetti inglesi dai 6 ai 17 anni fanno oggi del cellulare: uno strumento cui dedicano sempre più tempo tralasciando molte altre attività più tradizionali. E modificando sostanzialmente il loro modo di vivere rispetto alle passate generazioni.
A rivelare questo cambiamento di comportamenti giovanili è stato un recente sondaggio del sito britannico youngpoll.com, cui ha aderito un campione di 2.000 under 17. Il dato più eclatante è che la dipendenza da cellulare avrebbe raggiunto livelli spaventosi: dal sondaggio risulta che per otto giovani inglesi su dieci il telefonino è ormai il bene più importante al mondo. Tanto che uno su tre ammette di sentirsi perso se gli verrebbe sottratto. 
A ben vedere, si tratta di esiti già prospettati, a questo punto senza alcuna enfasi, dai guru delle nuove tecnologie duranti i recenti convegni nazionali ed internazionali sui “nati digitali: per capire la portata del fenomeno, basti pensare che oltre il 50% dei ragazzetti che hanno aderito al sondaggio ha ammesso di dormire con il cellulare rigorosamente accesso appoggiato sul cuscino, al massimo sul comò (ignorando che l’eccessiva esposizione alle loro radiazioni moltiplichi i rischi di tumori al cervello). Ma anche di svolgere come primo atto della giornata il controllo degli sms ricevuti.
Questi comportamenti avrebbero assunto tra i giovanissimi proporzioni talmente grandi (alle elementari posseggono il cellulare già quattro alunni su dieci ed in assoluto il 25% di alunni e studenti è già stato rimproverato perché invia messaggini direttamente dal banco) che il Governo inglese ha intenzione di trarne vantaggi sociali. Come? Inviando, tramite sms, le indicazioni per prevenire l’escalation di gravidanze non desiderate di cui negli ultimi anni si sono rese protagoniste le giovanissime ragazze del Regno Unito. Come dire: se il nemico non si può vincere forse, a volte, è meglio farselo amico.