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Gelmini alla Camera: “I soldi per le scuole ci sono”

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Giornata parlamentare impegnativa per il ministro Mariastella Gelmini che, nel primissimo pomeriggio del 4 febbraio ha risposto nell’aula della Camera a ben tre interrogazioni “a risposta immediata”  (l’ultima era relativa all’università).
La prima questione, sollevata dai deputati della Lega,  riguardava le supplenze; l’onorevole Rivolta dopo aver sottolineato le numerose difficoltà, sia di carattere finanziario sia di tipo organizzativo, che si frappongono alle nomine, ha chiesto al Ministro se si possa pensare ad una soluzione analoga a quella adotta in alcuni Paesi europei: “mettere a disposizione delle istituzioni scolastiche viciniori, associate in rete – ha chiarito Rivolta – un’équipe di insegnanti di riserva, che risiedono in loco, assunti a tempo determinato, per la durata di un anno scolastico, e in numero sufficiente a coprire tutte le esigenze relative alle attività educative e di sostegno, che si prevede possano verificarsi a causa di assenze prolungate di insegnanti di ruolo”.
Il Ministro ha illustrato le diverse novità introdotte negli ultimi anni (utilizzo del sistema informatico, modifica del numero di sedi richiedibili dai supplenti, introduzione di misure per sanzionare la mancata accettazione della nomina, ecc..).
“Tutto ciò – ha concluso il ministro Gelmini – è solo un primo passo che certamente non basta. Per risolvere la questione delle supplenze occorre intervenire attraverso modifiche alle leggi e ai contratti”
Manuela Ghizzoni e altri deputati del PD hanno invece posto il problema della grave situazione finanziaria delle scuole ricordando tra l’altro che secondo un monitoraggio svolto nel corso del 2007 era emerso che all’epoca le scuole vantavano nei confronti dello Stato un credito di un miliardo di euro, credito che, secondo Ghizzoni, è stato ridotto della metà grazie ad interventi messi in atto nella precedente legislatura.
Sbrigativa e sintetica la risposta del Ministro che non ha perso l’occasione per ricordare che con la legge finanziaria del 2007 si era stabilito di procedere “ad una razionalizzazione del personale della scuola, cosa che non è stata fatta”.
“Il risultato – ha aggiunto Gelmini – è stato un taglio di 560 milioni di euro degli stanziamenti relativi alle spese di funzionamento delle scuole; non si è razionalizzato il personale ma il risultato è stato un impoverimento del servizio: per mantenere in questo modo un numero esorbitante di insegnanti, si è pregiudicato il servizio delle scuole agli studenti”.
E poi ha ricordato che proprio in questi giorni le scuole hanno ricevuto il primo acconto per il 2009, molto superiore a quello dello scorso anno.
Resta però il fatto che la legge finanziaria per il 2009 ha diminuito di 50milioni di euro lo stanziamento per le spese di funzionamento delle scuole e che, a tutto’oggi, dirigenti scolastici e direttori dei servizi non sanno ancora quali somme inserire fra le entrate del Programma annuale perché dal Ministero non è ancora arrivata nessuna notizia certa in merito.