Home Politica scolastica Gelmini: disdicevoli le richieste di soldi alle famiglie da parte dei presidi

Gelmini: disdicevoli le richieste di soldi alle famiglie da parte dei presidi

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“Le tasse scolastiche sono l’unico versamento obbligatorio per le iscrizioni alla scuola e sono previsti, anche per le tasse, casi di esenzione. Tutte le altre forme di contributi richiesti dalle scuole devono essere chiaramente volontari, come avevo ricordato durante il mio incarico ministeriale e come ribadito più volte con la circolare del 20 marzo 2012 e ribadito da ultimo dalla curricolare del 7 marzo 2013”. Così Mariastella Gelmini, l’ex ministro dell’Istruzione ed oggi vice capogruppo vicario Forza Italia alla Camera, commenta la precisazione dell’attuale responsabile del Miur, Stefania Giannini, verso le famiglie. Un precisazione che secondo Gelmini è stata “doverosa e tempestiva”.

“E’ disdicevole – prosegue Gelmini – che il Ministero si veda costretto ogni anno a richiamare le scuole a comportamenti rispettosi della norma e a non gabellare per obbligatori contributi invece volontari, anche se giustificati come necessari per sostenere le spese di funzionamento delle scuole, compreso l’acquisto della carta igienica. Si tratta di comportamenti vessatori delle scuole verso le famiglie, comportamenti intollerabili e da censurare con energia. Ai dirigenti scolastici è chiesto di migliorare la propria capacità manageriale, attraverso anche l’attivazione di forme ulteriori di finanziamento, di raccordo con i territori, di partecipazione a programmi di finanziamenti europei per finanziare progetti di arricchimento dell’offerta formativa: purché avvenga nel rispetto del quadro normativo vigente, senza ingenerare confusioni circa la necessaria contribuzione da parte delle famiglie per la continuità dei servizi scolastici”.

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“Anche l’eventuale sostegno dei genitori – conclude Gelmini – deve trovare modalità differenti, non basate su atti di forza la cui illegittimità è ormai chiara a tutti, ma su una maggiore partecipazione e coinvolgimento delle famiglie nella vita della scuola”. La realtà, però, è sempre più spesso un’altra. E Gelmini lo sa bene.