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08.04.2026
Aggiornato alle 11:32

Gerry Scotti chiede scusa agli insegnanti di sostegno e alle famiglie: “Ho sbagliato”

Arrivano le scuse di Gerry Scotti dopo le polemiche nate nelle scorse settimane per alcune frasi pronunciate durante una puntata de La Ruota della Fortuna. Nella trasmissione di martedì 7 aprile il conduttore ha affrontato pubblicamente la vicenda, chiarendo la propria posizione e riconoscendo l’errore davanti al pubblico.

Le scuse in trasmissione

In apertura di puntata, Gerry Scotti ha preso la parola per spiegare quanto accaduto e chiedere perdono alle famiglie e a chi lavora nel mondo della scuola. Il conduttore ha dichiarato: “Alcuni giorni fa ho maldestramente utilizzato male una parola, ho sbagliato, parlando degli insegnanti di sostegno”.
Ha poi aggiunto: “Probabilmente ho creato offesa nei confronti delle persone che hanno bisogno dell’attività di sostegno, che sono le famiglie, i papà e le mamme dei ragazzi che necessitano dell’attività di sostegno”. Nel suo intervento ha ribadito più volte il concetto di errore e responsabilità, concludendo: “Vi chiedo scusa per la mia leggerezza, vi chiedo scusa per la mia ignoranza… ho sbagliato e vi chiedo scusa”.

@tecnicadellascuola

?Arrivano le scuse di Gerry Scotti dopo le polemiche nate nelle scorse settimane per alcune frasi pronunciate durante una puntata de La Ruota della Fortuna. Nella trasmissione di martedì 7 aprile il conduttore ha affrontato pubblicamente la vicenda, chiarendo la propria posizione e riconoscendo l’errore davanti al pubblico. Le scuse in trasmissione In apertura di puntata, Gerry Scotti ha preso la parola per spiegare quanto accaduto e chiedere perdono alle famiglie e a chi lavora nel mondo della scuola. Il conduttore ha dichiarato: “Alcuni giorni fa ho maldestramente utilizzato male una parola, ho sbagliato, parlando degli insegnanti di sostegno”. Ha poi aggiunto: “Probabilmente ho creato offesa nei confronti delle persone che hanno bisogno dell’attività di sostegno, che sono le famiglie, i papà e le mamme dei ragazzi che necessitano dell’attività di sostegno”. Nel suo intervento ha ribadito più volte il concetto di errore e responsabilità, concludendo: “Vi chiedo scusa per la mia leggerezza, vi chiedo scusa per la mia ignoranza… ho sbagliato e vi chiedo scusa”. La polemica nata settimane prima Il caso era scoppiato alcune settimane prima, durante la presentazione di una concorrente insegnante. Alla domanda su cosa insegnasse, la docente aveva risposto di essere “quest’anno sul sostegno”, spiegando di insegnare italiano, storia e geografia. Scotti aveva replicato sottolineando che chi vuole fare l’insegnante deve accettare “quello che passa il convento”, aggiungendo che bisogna “aiutare questi ragazzi che vogliono fare gli insegnanti”. Le parole erano state interpretate da molti telespettatori come una visione del sostegno come possibile ripiego, generando critiche e un ampio dibattito sui social e nel mondo della scuola.

♬ suono originale – Tecnicadellascuola.it

Le parole di Gerry Scotti verso tutti i docenti di sostegno e le famiglie degli studenti:

“Alcuni giorni fa ho maldestramente utilizzato male una parola, ho sbagliato, parlando degli insegnanti di sostegno, dicendo che quando uno sceglie di fare l’insegnante di sostegno dovrebbe aver compiuto quella scelta e invece la docente (concorrente della puntata) diceva che avrebbe voluto insegnare dell’altro. Io ho detto tieni duro perché poi ti daranno la tua cattedra. Questa cosa, visto che l’ho sbagliata io, probabilmente ho creato offesa nei confronti delle persone che hanno bisogno dell’attività di sostegno, che sono le famiglie, i papà e le mamme dei ragazzi che necessitano dell’attività di sostegno. Vi chiedo scusa per la mia leggerezza, vi chiedo scusa per la mia ignoranza, perché ignoravo usando quella parola di creare un problema così grosso. Sappiate che stavo mettendo in luce il fatto che secondo me i vostri figli meritano un’attenzione più grande anche a livello della scelta degli insegnanti che si occupano di loro. Come spesso accade, parlando tutti i giorni per più di un’ora al giorno si può sbagliare e io lo ammetto, ho sbagliato e vi chiedo scusa”.

La polemica nata settimane prima

Il caso era scoppiato alcune settimane prima, durante la presentazione di una concorrente insegnante. Alla domanda su cosa insegnasse, la docente aveva risposto di essere “quest’anno sul sostegno”, spiegando di insegnare italiano, storia e geografia. Scotti aveva replicato sottolineando che chi vuole fare l’insegnante deve accettare “quello che passa il convento”, aggiungendo che bisogna “aiutare questi ragazzi che vogliono fare gli insegnanti”.
Le parole erano state interpretate da molti telespettatori come una visione del sostegno come possibile ripiego, generando critiche e un ampio dibattito sui social e nel mondo della scuola.

La reazione del web e delle famiglie

L’estratto video è diventato rapidamente virale, scatenando la reazione di numerosi utenti, in particolare di chi vive la disabilità da vicino. Tra le voci più critiche quella di Flavia, disability travel blogger e caregiver nota sui social come @theshapeofautism, che ha commentato con nettezza: «Caro Gerry Scotti, c’è solo una parola per poter commentare quello che lei ha appena detto. Vergogna». La creator ha respinto con forza l’immagine degli alunni con disabilità come casi di cui i docenti si devono «accontentare»: «Non dobbiamo aiutare gli insegnanti, dobbiamo cambiare il sistema perché un insegnante che vuole insegnare e fa il sostegno solo per avere punteggio è un sistema marcio». Tra i commenti al video, molti genitori hanno condiviso la frustrazione di chi si trova ogni giorno a fare i conti con docenti non sempre specializzati, mentre altri hanno difeso Scotti sostenendo che la critica fosse rivolta al sistema e non agli alunni. Un dato che fa riflettere viene da un sondaggio condotto da La Tecnica della Scuola su 1.070 persone: secondo sette docenti su dieci l’inclusione degli alunni con disabilità non funziona, e il 60,4% degli insegnanti e l’80,5% dei genitori indica come causa principale la presenza di docenti di sostegno senza specializzazione, che svolgono quel ruolo come ripiego.

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