Ricorre oggi, 23 gennaio, la Giornata mondiale della scrittura a mano (World Handwriting Day). Come ricorda RaiNews, si tratta di “una ricorrenza nata per richiamare l’attenzione su un gesto antico e fondamentale, oggi sempre più messo in secondo piano e spesso affidato alle tastiere e agli schermi“. Una giornata particolarmente importante in un mondo iper-digitalizzato, insomma. “Scrivere con carta e penna”, ricorda ancora RaiNews, “non è solo un vezzo del passato, ma un esercizio di manualità e pazienza per focalizzare il pensiero, troppo spesso distratto dal bombardamento di immagini in movimento”.
Come ricordato da La Tecnica della Scuola, la Giornata Mondiale della Scrittura a mano naque nel 1977, proprio il 23 gennaio, per volontà dell’associazione statunitense Writing Instrument Manufactures Association (WIMA). Obiettivo dell’iniziativa, scongiurare la progressiva scomparsa della scrittura manuale. La scelta della data da parte della WIMA non è casuale. Il 23 gennaio 1737, infatti, nacque infatti uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America, John Hancock, che, come presidente del congresso, fu firmatario della dichiarazione di indipendenza.
A sottolineare l’importanza della scrittura manuale, lo scorso anno, era stato anche il ministro del’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. “La scrittura manuale stimola lo sviluppo cognitivo“, ha ricordato il ministro, con un messaggio affidato ai suoi canali social. “Per questo abbiamo deciso, insieme con il divieto del cellulare fino alla terza media, che, a partire da questo anno scolastico, gli scolari tornino a utilizzare il diario cartaceo per annotare i loro impegni e le attività quotidiane. Ciò non significa rifiutare la tecnologia, ma promuovere un uso consapevole degli strumenti digitali, come previsto dalle Linee guida sull’Educazione civica“.
Anche l’Associazione Nazionale Presidi, attraverso il suo presidente Antonello Giannelli, aveva sottolineato l’importanza dell’iniziativa. “Come ci dicono le neuroscienze, la scrittura richiede un’elaborazione più profonda, attiva aree specifiche del cervello e favorisce la memorizzazione e la comprensione. Nei bambini, in particolare, contribuisce allo sviluppo delle abilità motorie fini, del coordinamento occhio-mano e delle connessioni cerebrali legate al linguaggio”. In questo senso, aveva concluso Giannelli, “lo scrivere a mano è una competenza insostituibile e necessaria, un’attività fondamentale per favorire lo sviluppo cognitivo, la comunicazione e il benessere emotivo”.