Prima Ora | Notizie scuola del 13 maggio 2026

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13.05.2026

Gite scolastiche, lo studente caduto dal balcone dell’albergo è morto: non si esclude il gesto intenzionale

Un incidente in gita scolastica si è tramutato in tragedia: lo studente pugliese in visita didattica a Lignano Sabbiadoro caduto dal balcone dell’hotel in cui stava alloggiando. Ricoverato in condizioni critiche, è entrato in coma irreversibile, non si è più ripreso ed è morto. La famiglia ha dato il consenso all’espianto degli organi. Lo riporta La Repubblica.

Come riporta Fanpage, tutto è avvenuto domenica scorsa, 3 maggio. L’allarme è stato lanciato immediatamente dai professori e dai compagni di classe presenti nell’albergo. I soccorritori, giunti tempestivamente sul posto, hanno trasportato il giovane d’urgenza all’ospedale di Udine in codice rosso.

La prima ricostruzione

Sulla vicenda, la Procura ha avviato un’indagine conoscitiva, che attualmente non vede alcun indagato. L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire con precisione la dinamica dei fatti per determinare se si sia trattato di una tragica fatalità o se vi siano altri elementi da chiarire. Gli investigatori dovranno stabilire se si sia trattato di un incidente o se vi siano eventuali responsabilità.

Stando a quanto sin qui ricostruito, la sera dell’incidente il giovane si era allontanato dal gruppo dopo cena ed era salito in una stanza al primo piano, da cui è precipitato. I compagni hanno scoperto quanto accaduto poco dopo e hanno dato l’allarme. La Procura ha aperto un fascicolo. Non si esclude possa essersi trattato di un gesto intenzionale. Il ragazzo, 18enne, è stato descritto come uno studente modello.

Troppi pericoli in gita

Chi porta i ragazzi in gita lo fa gratis, risponde penalmente di ogni imprevisto e spesso si ritrova denunciato dai genitori che avrebbe dovuto ringraziare. Non è un caso che le uscite scolastiche siano diventate sempre più rare.

Per sette docenti su dieci le gite vanno abolite

Le visite didattiche e le gite scolastiche sono in crisi nera: vanno abolite? La maggior parte dei docenti si dice d’accordo. Il dato emerge da un sondaggio online della Tecnica della Scuola, dal quale si evince che ben sette insegnanti su dieci sostengono che i viaggi d’istruzione non dovrebbero più essere organizzati dalle scuole. E questo per una serie di ragioni.

Si tratterebbe di un cambio epocale che però in molti casi è già realtà: migliaia di classi non riescono a svolgere attività formative al di fuori della scuola, sia a causa degli ingenti costi a cui le famiglie non riescono a fare fronte, sia a causa della mancanza di docenti che accettano di ricoprire il ruolo di accompagnatori.

Chi porta i ragazzi al di fuori della scuola, per uno o più giorni, risponde infatti civilmente e penalmente di ogni imprevisto. E in caso di imprevisti o incidenti, anche dovuti a cause di forza maggiore, si ritrova a volte anche denunciato dai genitori. Non è un caso che le uscite scolastiche siano diventate sempre più rare.

I viaggi d’istruzione scompariranno?

I docenti credono che non c’è altra via d’uscita: i viaggi d’istruzione vanno aboliti. Favorevoli a questa soluzione sono stati 816 docenti su 1.088 (il 75%, sette su dieci), contro 268.

Docenti accompagnatori, il nodo compensi

Al centro della questione c’è un dato che molti ignorano: i docenti che accompagnano gli studenti in gita lo fanno su base volontaria e di fatto senza retribuzione, nella migliore delle ipotesi ricevono a fine anno scolastico una somma pari ad un piccolo rimborso spese. Il contratto di lavoro non prevede, infatti, una voce di pagamento relativa alle uscite didattiche o alle visite culturali fuori scuola: tutto ricade dentro le “ore aggiuntive non di insegnamento”.

Questo fa sicuramente tanto, ma non sembra essere la ragione principale per cui i docenti credono che le visite d’istruzione e le gite scolastiche vadano abolite. Agli insegnanti abbiamo infatti chiesto: “Se ci fosse un giusto compenso per i docenti accompagnatori saresti favorevole a partire in viaggio d’istruzione con i tuoi studenti?“.

La maggioranza dei docenti partecipanti al sondaggio, il 55,5%, ha detto ‘no’: neanche con una giusta ricompensa in denaro gli insegnanti sarebbero pronti a partire in gita scolastica. Il motivo, quindi, del loro rifiuto, è da ricercare altrove.

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