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29.01.2026

Giorni della Merla e scuole al freddo: per docenti e famiglie le classi non sono attrezzate per cambiare il calendario scolastico

Ogni anno, tra il 29 e il 31 gennaio, in molte zone d’Italia si rinnova una piccola tradizione popolare che affonda le sue radici nei miti e nelle storie tramandate di generazione in generazione: i Giorni della Merla. Secondo la tradizione, questi tre giorni rappresentano il culmine del freddo invernale, quelli in cui l’inverno “scatena la sua ira” prima di lasciare lentamente il posto alla primavera.

Una leggenda antica

Le origini del nome sono avvolte nel folklore e nelle leggende contadine. La versione più diffusa racconta di una merla, inizialmente bianca, che per sfuggire al gelo si rifugiò per tre giorni in un camino; quando ne uscì, le sue piume erano nere per la fuliggine, dando così il nome ai giorni più freddi dell’anno.

Questa narrazione, affascinante e simbolica, ha accompagnato per secoli l’immaginario collettivo: se in quei giorni il freddo è intenso, allora — secondo la saggezza popolare — l’inverno è agli sgoccioli e la primavera non tarderà ad arrivare; se invece il clima è dolce, l’inverno potrebbe prolungarsi ancora.

Tra tradizione e scienza

È interessante notare che, dal punto di vista meteorologico, non esistono prove che questi tre giorni siano effettivamente i più gelidi dell’anno. Le statistiche indicano anzi che spesso le temperature tendono ad aumentare dopo i primi giorni di gennaio. Tuttavia, la tradizione resta viva nel parlare comune, nelle scuole e nelle conversazioni di fine inverno.

Il freddo nelle scuole: una sfida ancora aperta

In molte scuole italiane — soprattutto nei plessi più vecchi o non adeguatamente rinnovati — le basse temperature di gennaio rappresentano un problema reale: aule che faticano a riscaldarsi, termosifoni insufficienti o disomogenei, e ambienti poco confortevoli che rendono difficile seguire le lezioni con serenità.

Questa situazione, criticata da genitori e insegnanti, solleva interrogativi sulla capacità degli edifici scolastici di garantire condizioni ambientali adeguate durante l’inverno. In un’epoca in cui l’attenzione al benessere degli studenti è centrale nel dibattito pubblico, il freddo nelle aule diventa simbolo di una più ampia esigenza di interventi strutturali e di investimenti mirati.

Il sondaggio della Tecnica della Scuola

Il tema delle temperature estreme nelle scuole è al centro dell’attenzione anche alla luce del recente dibattito sulla possibile revisione del calendario scolastico, proposta dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè con l’obiettivo di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici. L’ipotesi — che prevede il taglio di circa dieci giorni alle vacanze estive da redistribuire nel corso dell’anno, lasciando ampia autonomia alle Regioni — ha suscitato forti reazioni nel mondo dell’istruzione. Un sondaggio promosso dalla Tecnica della Scuola, a cui hanno partecipato oltre 1.200 addetti ai lavori, evidenzia una netta contrarietà: circa l’85% dei rispondenti si dichiara contrario. Docenti, famiglie e studenti sottolineano come qualsiasi modifica del calendario non possa prescindere da un dato strutturale evidente: le scuole italiane non sono attrezzate né per il grande freddo invernale né per il caldo estivo. Se a gennaio, durante i Giorni della Merla, si affrontano aule fredde e riscaldamenti insufficienti, a giugno e settembre il problema opposto rende spesso gli ambienti invivibili.

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