“Abbiamo bisogno di un allineamento graduale del calendario scolastico, è fondamentale per destagionalizzare il turismo. Dovremmo guardare all’Europa per come ha il calendario scolastico perché credo sia di grande aiuto per la destagionalizzazione e l’undertourism“: lo ha detto la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, sul palco della terza edizione del Forum Internazionale del Turismo, in corso a Milano, come riporta Il Corriere della Sera. Una proposta che, sempre secondo il Corsera, al momento non sarebbe all’orizzonte del ministero dell’Istruzione e del Merito. “Una revisione del calendario scolastico? Non ci sono proposte concrete. Eventuali proposte si valuteranno al momento opportuno. Al momento l’attenzione è sull’utilizzo dei metal detector per evitare che entrino armi”.
Santanché spiega che l’adeguamento “graduale” dell’anno scolastico “a modelli europei più moderni” favorirebbe “i flussi interni distribuiti. È ormai risaputo – spiega la ministra – che il nostro calendario concentra le vacanze principalmente in due periodi dell’anno, a differenza di quanto avviene nella maggior parte degli altri Paesi occidentali, dove le pause scolastiche sono suddivise in modo più equilibrato lungo l’intero arco dell’anno”.
Questa peculiarità, aggiunge Santanché, “non agevola il turismo interno, poiché genera affollamenti stagionali e limita la possibilità per le famiglie di viaggiare in periodi diversi dall’alta stagione».
“Proprio per questo – aggiunge ancora – stiamo dialogando con il collega Valditara di avviare un percorso di confronto per lavorare su una graduale revisione dei piani scolastici, nei quali integrare viaggi alla scoperta dell’Italia più segreta e più vera cioè quella del Made in Italy, e del calendario scolastico, ispirandoci ai modelli europei più moderni e flessibili”.
“Una tale riforma – conclude Santanché – rappresenterebbe un punto di svolta per la destagionalizzazione dei flussi turistici, favorendo una migliore distribuzione delle presenze e contribuendo così sia al benessere delle famiglie che alla crescita sostenibile del settore turistico nazionale”.
“Valditara e Santanchè vogliono cambiare il calendario scolastico? Siamo aperti ad ogni discussione ma si ricordino di stanziare le risorse necessarie a ristrutturare le scuole, isolare gli edifici e installare impianti di condizionamento quando servono”, lo dichiara Elisabetta Piccolotti di Avs.
“Non è pensabile – prosegue la deputata rossoverde della Commissione Cultura alla Camera – tenere studenti e docenti in aula in territori dove non é raro assistere ad ondate di calore che portano le temperature sopra i 30 gradi già a giugno e ancora a settembre, in un contesto globale in cui gli ultimi tre anni hanno registrato temperature record dovute a quel cambiamento climatico che per questo Governo di climafreghisti – conclude Piccolotti – sembra non esistere”.
“Un Paese con scuole che cadono a pezzi, stipendi ridicoli e studenti lasciati indietro, di tutto ha bisogno fuorché di una come Daniela Santanchè che trova il tempo di occuparsi del calendario scolastico”, dicono gli esponenti M5S in commissione cultura. “Almeno questo risparmiatecelo. I nostri studenti adesso sono al freddo perché in molti istituti non funzionano i riscaldamenti, e d’estate cuocerebbero al caldo in istituti non adeguatamente climatizzati. Insomma parliamo di un tema molto serio, su cui occorre ragionare in maniera organica avviando un dialogo con il corpo docente, il personale scolastico e le famiglie”.
“Serve un investimento importante sull’edilizia scolastica”, aggiungono i pentastellati, “mentre questo governo ha programmato centinaia di milioni di tagli alla scuola pubblica e senza il PNRR saremmo messi veramente malissimo. Di certo però l’ultima che può intervenire è Daniela Santanchè. Se proprio vuole occuparsi di un calendario pensi al calendario delle prossime udienze che la vedranno protagonista mentre, senza ritegno, continua ad occupare la poltrona di ministra”.
Sono molte le idee in merito alle modifiche del calendario scolastico che ogni tanto emergono. Durante l’estate in tanti hanno sostenuto la proposta di posticipo di avvio delle lezioni, come il Coordinamento Nazionale Diritti Umani, il quale partendo dal dato oggettivo che “moltissime scuole non dispongono dei climatizzatori nelle aule scolastiche” ha chiesto “di modificare i calendari regionali posticipando l’apertura delle attività scolastiche all’inizio di ottobre/fine di settembre”.
La richiesta, sostenuta anche dall’Anief, è stata pure oggetto di un sondaggio della Tecnica della Scuola, dal quale è emerso il consenso di quasi tutti i partecipanti (circa il 90%), anche se sulle modalità di attuazione, una parte si è mostrata scettica.
C’è però anche chi la pensa diversamente, chiedendo addirittura il ritorno sui banchi ad inizio settembre e di concludere le lezioni attorno al 10 giugno: si tratta di associazioni, come Weworld e Mammadimerda, che per rendere pubbliche le loro ragioni hanno lanciato la campagna ‘Ristudiamo il calendario Emilia-Romagna’, con una petizione su change.org attraverso la quale cui si chiede “l’introduzione delle vacanze di Carnevale” per permettere “di prolungare la fine dell’anno scolastico di un paio di giornate e quindi di ridurre le settimane di chiusura della scuola”.