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24.03.2026

Giovani, boom di casi di miopia per uso continuo di smartphone, tablet e pc: al via il progetto Campus Visivo

C’è un diritto allo studio che spesso resta invisibile, ma risulta fondamentale: quello di vedere bene. E invece oggi, tra affitti, tasse universitarie e costo della vita, anche una visita oculistica può diventare un ostacolo per molti studenti.

Da qui nasce Campus Visivo, il progetto promosso dalla Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia insieme alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, che, come riportato dall’Ansa, punta a offrire visite oculistiche e occhiali gratuiti agli studenti con ISEE basso.

Il tutto, si può dire, che è già realtà: all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata sono in corso controlli per circa 1.000 studenti sino a fine marzo.

L’iniziativa arriva in un momento critico per la salute visiva globale. Oggi, scrive MondoSanità, circa il 30% della popolazione mondiale è infatti miope, ma entro il 2050 si stima che si arriverà al 50%.

Ancora più rilevante è l’aumento tra i giovani: la miopia tra bambini è passata dal 24% nel 1990 al 36% nel 2023. Tra gli adolescenti si raggiunge il 54%. Entro il 2050 si prevedono oltre 740 milioni di giovani miopi.

In Italia, come riporta Ciaroni Centro Ottico su elaborazioni epidemiologiche, la situazione non è diversa: circa 1 giovane su 3 è miope e si stimano oltre 12 milioni di persone con difetti visivi legati alla miopia.

Il dato più interessante riguarda proprio gli studenti universitari. La miopia è infatti più diffusa nelle popolazioni ad alta scolarizzazione, come evidenziato anche nel progetto Campus Visivo.

Le cause principali sono ormai note: studio prolungato a distanza ravvicinata, uso intensivo di dispositivi digitali, ma soprattutto una poca esposizione alla luce naturale.

Anche secondo una meta-analisi recente di Visione & Postura, il tempo davanti agli schermi è significativamente associato allo sviluppo della miopia nei giovani. Inoltre si evidenzia un effetto “dose-risposta”: più ore di schermo aumentano il rischio in modo proporzionale.

La questione non è solo sanitaria, ma anche sociale. Visite specialistiche, occhiali e controlli periodici rappresentano una spesa che molti studenti non riescono a sostenere facilmente.

Il rischio concreto è studiare con una vista non corretta, con effetti negativi su concentrazione, rendimento e affaticamento visivo.

È proprio qui che interviene il progetto Campus Visivo: offre, infatti, visite gratuite direttamente negli atenei, fornitura di occhiali e individuazione degli studenti più fragili L’obiettivo è rendere l’università “più equa e inclusiva”, come anche sottolineato dal ministro dell’Università Anna Maria Bernini.

Campus Visivo rappresenta anche un cambio di paradigma. Non solo formazione, ma cura e prevenzione dentro l’Università. Un modello che unisce: istituzioni accademiche, sanità e fondazioni private. E che potrebbe essere esteso a livello nazionale, come previsto dal protocollo con la CRUI.

Del resto la generazione più connessa e istruita è anche quella più esposta a problemi visivi legati a studio e tecnologia.

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