Gite troppo costose o decisioni non condivise? Una classe di quinta liceo bolognese ha deciso di fare da sé: i ragazzi sono partiti per Parigi autonomamente, non con la scuola, e quindi senza docenti accompagnatori.
I ragazzi, maggiorenni, hanno fatto, come riportano Skuola.net e Il Fatto Quotidiano, una vacanza assentandosi, quindi, immotivatamente, da scuola. I ragazzi avrebbero deciso di non aderire alla proposta della scuola, che aveva scelto una meta più vicina per ragioni economiche.
La dirigente scolastica ha spiegato che non si può impedire di organizzare autonomamente un viaggio a dei minorenni, ovviamente. Sul registro, infatti, gli studenti risultano assenti. La dirigente ha però precisato che il caso sarà valutato in sede di scrutinio “con buon senso e responsabilità”. E la classe in questione non è rimasta un caso isolato: altre sei avrebbero seguito la stessa strada, scegliendo mete come Barcellona, Valencia e Siviglia.
Insomma, i viaggi d’istruzione sono in crisi? A parte i problemi di natura economica, il primo aspetto che lo conferma è la mancanza di docenti che vogliono fare gli accompagnatori.
Chi porta i ragazzi in gita lo fa gratis, risponde penalmente di ogni imprevisto e spesso si ritrova denunciato dai genitori che avrebbe dovuto ringraziare. Non è un caso che le uscite scolastiche siano diventate sempre più rare. Il professor Enrico Galiano, docente e scrittore, ha acceso il dibattito raccontando due episodi che fotografano bene il problema. E i colleghi hanno risposto con storie ancora più emblematiche.
Galiano si sta mobilitando per rendere nota, il più possibile, questa situazione, lanciando un appello ai suoi colleghi: “Sto ricevendo messaggi INCREDIBILI di cose successe in gita. Se avete voglia di condividere anche voi esperienze assurde, raccontatele pure nei commenti, ne farò un video che spero arrivi a chi di dovere, per stabilire finalmente almeno una diaria sostanziosa per quelle anime pie che si immolano e portano i ragazzi in viaggio d’istruzione! (apostrofo facoltativo)”.
Al centro della questione c’è un dato che molti ignorano: i docenti che accompagnano gli studenti in gita lo fanno su base volontaria e senza retribuzione. Nessuna disposizione di legge obbliga gli insegnanti ad accompagnare gli alunni durante i viaggi d’istruzione o le visite guidate. Se decidono di farlo, avviene volontariamente e nel rispetto del regolamento d’istituto. Le ore eccedenti il normale orario di lavoro non vengono riconosciute, salvo che l’uscita avvenga di domenica, caso in cui è previsto un recupero in tempi successivi. L’eventuale retribuzione tramite il fondo d’istituto è una possibilità, non una certezza: spetta agli organi di gestione della scuola stabilirlo, e deve essere contrattata dal dirigente con la RSU. Galiano lo dice senza mezzi termini: “Io sono un docente che porta volentieri i ragazzi in gita, ma rispondo alla domanda generale chiedendo: quando ci pagherete?”
“Stiamo ragionando per ripristinare la diaria per i viaggi di studio. Il docente che accompagna gli studenti deve avere riconoscimento economico”, questo aveva detto nel giugno 2025 il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ma purtroppo ad oggi nulla è cambiato.
Cosa c’è da sapere sui compensi che vengono percepiti dai docenti accompagnatori? Quanto vengono pagati gli insegnanti per andare in gita scolastica? Abbiamo scritto che ai docenti non spetta alcun compenso aggiuntivo specifico per le gite. Non esiste proprio una voce “gita”: tutto ricade dentro le “ore aggiuntive non di insegnamento”.
Da qualche anno, dell’entrata in vigore della legge 23 dicembre 2005, n. 266, è stata soppressa la cosiddetta diaria, l’indennità di trasferta sul territorio nazionale per i docenti in gita, prevista dal decreto del presidente della Repubblica del 16 gennaio 1978, n. 513.
Per quanto riguarda i viaggi all’estero, le diarie sono state soppresse dalla legge 122/2010.
I docenti oggi ricevono delle retribuzioni aggiuntive per le gite, ricavate dal Fis, Fondo per le Istituzioni Scolastiche, che fa parte del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.
Secondo la tabella allegata al CCNL scuola 2019/2021 si parla di € 38,50 per ogni ora di insegnamento per attività aggiuntive al servizio curricolare; € 19,25 per ogni ora funzionale all’attività di insegnamento al di fuori delle 40 + 40 ore previste da contratto. In realtà, però, spesso ai docenti, per le gite viene dato un compenso forfettario deciso in sede di contrattazione d’istituto. Questo vuol dire che in ogni scuola può venire assegnato un compenso diverso. Ma è davvero così?
A livello teorico sì: ma nel concreto, sono pochissime le scuole che riescono a dare un compenso di questo tipo ai docenti.