BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
28.04.2026

Gite scolastiche, divertimento per gli studenti, ansia per i docenti. Galiano: “Quando i genitori firmeranno una liberatoria?”

Chi porta i ragazzi in gita lo fa gratis, risponde penalmente di ogni imprevisto e spesso si ritrova denunciato dai genitori che avrebbe dovuto ringraziare. Non è un caso che le uscite scolastiche siano diventate sempre più rare. Il professor Enrico Galiano, docente e scrittore, ha acceso il dibattito raccontando due episodi che fotografano bene il problema. E i colleghi hanno risposto con storie ancora più emblematiche.

Gli aneddoti: dal tir di Bologna al cornicione degli Alpini

Galiano ha scelto di rispondere alla domanda “perché non portate più i ragazzi in gita?” con due episodi reali. Il primo risale al 2018, durante un’uscita a Bologna con classi di terza media. Mentre il gruppo percorreva la strada verso Piazza Maggiore, uno studente si lanciò improvvisamente in mezzo alla strada inseguendo un chiosco di crepe alla Nutella, proprio mentre transitava un autoarticolato. “Lo afferrai prontamente per la collottola per fermarlo”, ha raccontato il professore, “in quel momento mi sono visto passare tutta la vita davanti. Se fosse successo qualcosa, ora non sarei qui a parlare con voi, ma sarei finito nei guai insieme ai miei colleghi”. Il secondo episodio è ancora più inquietante: durante un pernottamento in una casa degli Alpini, Galiano vide un ragazzo in piedi sul cornicione di un piano superiore che urlava come Tarzan per impressionare i compagni. “Sto ancora cercando il mio cuore per lo spavento”, ha commentato, “perché in quel caso non ci sarebbe stata salvezza”. Nei commenti al suo video, altri docenti hanno aggiunto le proprie esperienze: una ragazzina in coma etilico accompagnata dal professore al pronto soccorso, con successiva denuncia per culpa in vigilando da parte dei genitori poi ritirata; un’alunna che dava fuoco al deodorante in camera con l’accendino; uno studente che a Barcellona si rifiutava di tornare in Italia per una ragazza conosciuta in viaggio. E ancora: una studentessa che racconta di aver dormito in un motel frequentato da camionisti, uno dei quali tentò di entrare nelle camere delle ragazze calandosi con le lenzuola legate, respinto dalla professoressa di ginnastica “tra botte e minacce”.

I docenti non vengono pagati: nessuna normativa sulle gite scolastiche

Al centro della questione c’è un dato che molti ignorano: i docenti che accompagnano gli studenti in gita lo fanno su base volontaria e senza retribuzione. Nessuna disposizione di legge obbliga gli insegnanti ad accompagnare gli alunni durante i viaggi d’istruzione o le visite guidate. Se decidono di farlo, avviene volontariamente e nel rispetto del regolamento d’istituto. Le ore eccedenti il normale orario di lavoro non vengono riconosciute, salvo che l’uscita avvenga di domenica, caso in cui è previsto un recupero in tempi successivi. L’eventuale retribuzione tramite il fondo d’istituto è una possibilità, non una certezza: spetta agli organi di gestione della scuola stabilirlo, e deve essere contrattata dal dirigente con la RSU. Galiano lo dice senza mezzi termini: “Io sono un docente che porta volentieri i ragazzi in gita, ma rispondo alla domanda generale chiedendo: quando ci pagherete?”

Le responsabilità del docente accompagnatore: civile, penale e contrattuale

Chi accetta di accompagnare una classe in gita si assume un peso giuridico considerevole. Sul piano contrattuale, la responsabilità ricade sulla scuola dal momento dell’iscrizione, che impegna l’istituzione a garantire la sicurezza degli alunni anche durante le attività extrascolastiche. Sul piano civile, il docente accompagnatore risponde dei danni causati dagli alunni a terzi o subiti dagli alunni stessi, ed è esonerato solo se riesce a dimostrare di non aver potuto in alcun modo impedire l’evento. Sul piano penale, risponde degli alunni affidatigli per tutta la durata del viaggio, anche in caso di lesioni o morte per mancata vigilanza. Un quadro che Galiano sintetizza con una provocazione diretta ai genitori: “Quando firmerete una liberatoria in cui dichiarate che, se succede qualcosa a vostro figlio, gli insegnanti non saranno considerati responsabili? Vedrete che allora ricominceremo a portarli in gita. Ho però il sospetto che non vi fidiate così tanto dei vostri figli da firmare una simile liberatoria”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate