Prima Ora | Notizie scuola del 6 maggio 2026

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06.05.2026
Aggiornato alle 18:19

Sciopero scuola 7 maggio, protestano anche gli studenti: “professionalizzazione” Tecnici è sfruttamento, ‘no’ a leva militare e governo Meloni

Giovedì 7 maggio incrociamo le braccia e scendiamo in piazza, in concomitanza con lo sciopero dei lavoratori portuali e rispondendo all’appello alla mobilitazione internazionale contro la leva e la militarizzazione della campagna ‘We do not enlist’. Quel giorno sarà sciopero dei lavoratori della scuola e degli studenti medi e universitari di tutta Italia“: lo sostengono gli studenti facenti capo ad Osa, che a annunciano di scendere in piazza a Roma alle ore 9.00 davanti al ministero dell’Università e alle ore 9.30 al ministero dell’Istruzione, nel secondo giorno di sciopero nazionale proclamato da diversi sindacati autonomi e di base, oltre che la Flc-Cgil.

“Ai ministeri – annunciano gli studenti organizzati – porteremo i problemi quotidiani che le nostre categorie vivono e le rivendicazioni di lotta per una nuova formazione pubblica, manifesteremo ancora una volta contro le politiche del governo Meloni, contro la guerra, il riarmo e la militarizzazione. Ma non basta, serve unirsi, serve bloccare le strade di Roma in corteo e quel giorno lo faremo uniti!”.


Secondo i giovani di Osa, “lo stato desolante della “distruzione pubblica” nel nostro paese non lascia escluso nessuno. Le scuole sono a pezzi: ai problemi storici di edilizia, precariato, carenze strutturali e differenziazione tra scuole di serie a e scuole di serie b, si sono aggiunti quelli nuovi dati dalle politiche di Valditara. Le Nuove indicazioni nazionali descrivono una scuola ideologicamente reazionaria ed eurocentrica, che porterà a un ulteriore abbassamento della qualità della didattica e della formazione per gli studenti – fenomeno che conosciamo molto bene, il 7 maggio scioperiamo anche contro le prove Invalsi che si svolgono in quei giorni e che sono un tassello fondamentale di questo modello di scuola neoliberale che rifiutiamo”.

Gli studenti medi e universitari di Osa sostengono che anche “la Riforma dei tecnici e professionali è un disastro che produrrà esuberi e disagi nelle scuole a danno dei lavoratori, e un’ulteriore “professionalizzazione” (leggasi: sfruttamento) per studenti e studentesse“. Secondo Osa, inoltre, “Università e l’Alta formazione subiscono le politiche disastrose della ministra Bernini: quella che è stata ribattezzata la ‘ministra somaro’ – attaccano ancora i giovani di Osa – ha tagliato 700 milioni al Ffo, aumentato la precarietà con la riforma de preruolo, preso in giro gli studenti e tutto il Paese promettendo l’abolizione del numero chiuso a medicina (un’autentica piaga) ma nei fatti lo ha spostato di 6 mesi”.

Sempre Osa sostiene che la ministra dell’Università “ha favorito università telematiche e private e lasciato gli studenti senza studentati pubblici, in balia del caroaffitti e dell’aumento del costo della vita”.

Il risultato finale di tutto questo, concludono i ragazzi di Osa, è che si starebbe attuando “una riforma della governance accademica che mira a chiudere sempre di più gli spazi di democrazia interni agli atenei”.

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