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Gli aggettivi del POF

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Comunicabile
Il POF deve essere anche uno strumento di comunicazione con l’esterno (famiglie, studenti, territorio, ecc…); potrebbe essere opportuno prevedere una specifica "versione" del Piano da utilizzare per i rapporti con l’esterno, scritta in linguaggio semplice, non tecnico, facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori.

Condiviso
Il POF, in quanto documento programmatico di ogni singola scuola, deve essere il risultato di un ampio dibattito interno e di un accurato confronto con le altre agenzie educative del territorio; per questo motivo si pone come momento di sintesi e di condivisione al più alto livello possibile.
Ovviamente ciò non implica che posizioni minoritarie vengano messe da parte o addirittura emarginate; si tratta quindi di interpretare e pratica la condivisione non come omologazione, ma bensì come sintesi rispettosa delle diversità

Fattibile
Il POF non deve essere né il quaderno delle buone intenzioni né tantomeno una mera elencazione di principi più o meno altisonanti.
Al contrario deve indicare con chiarezza le azioni concrete che la scuola intende compiere per favorire il successo formativo di tutti gli alunni (o almeno della maggior parte di essi).

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Flessibile
Il POF non può essere considerato immutabile, ma deve poter essere modificato, aggiornato ed integrato anche in corso d’anno.

Intenzionale/progettuale
Il POF esprime rappresenta l’identità culturale e pedagogica dell’Istituzione scolastica e deve in mettere in evidenza l’intenzionalità formativa della scuola

Organico/unitario
Il POF è il documento con il quale la scuola predispone e rende note le linee di intervento un intervento educativo strumento organico, non occasionale e non frammentario. In altre parole non deve rappresentare semplicemente la somma di singoli progetti e progettini, ma, al contrario, deve fornire un quadro culturale e pedagogico unitario di tutta l’azione della scuola.

Valutabile
E’ opportuno che POF contenga strumenti e meccanismi di valutazione e autocorrezione. A titolo esemplificativo:
– autovalutazione periodica da parte dello staff di Istituto
– questionari rivolti a docenti, studenti e genitori per conoscere il grado di "soddisfazione" via via raggiunto
– incontri con "osservatori" esterni (esperti disciplinari, tecnici ed esperti della  organizzazione e della comunicazione, ecc…) che possono fornire indicazioni e suggerimenti.
In ogni caso la valutazione deve essere finalizzata non a "fotografare" l’esistente ma a predisporre soluzioni per il miglioramento.

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