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Gli emendamenti del Conitp al Senato

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Il Conitp ha incontrato e sentito molti parlamentari di vari schieramenti politici: Forza Italia, Scelta civica, Fratelli d’Italia, Movimento delle autonomie (Mpa), 5 stelle, Sel, Gruppo Misto del Senato etc. ai quali ha proposto la presentazione e il sostegno di una serie di emendamenti al disegno di legge ”La buona scuola“.

Tra gli emendamenti presentati: la modifica dei contratti triennali, albi provinciali previsti dal DdL e il potere di chiamata dei dirigenti scolastici (art. 8 comma 4, 5, 11, 12 art. 9 comma 2, 3, 7) poiché il Conitp ritiene che ci sia una disparità sulla titolarità dei docenti rispetto al resto del pubblico impiego e una precarizzazione dei docenti di ruolo.

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Inoltre il Conitp ha richiesto, con un emendamento, che la chiamata per supplenze dei docenti di scuola dell’infanzia e primaria venga effettuata anche per un solo giorno (art. 9 comma 7).

Presentati anche emendamento all’art. 9 comma 2, riferiti all’insegnamento su altra classe di concorso senza il possesso dell’abilitazione, il Conitp ha richiesta la specificità del titolo di studio per insegnare in diversa classe di concorso.

Per ciò che riguarda il piano di assunzione, il Conitp ha chiesto, attraverso emendamenti, l’assunzione di tutti i docenti, compreso infanzia, primaria e personale educativo. Emendamenti presentati anche per la salvaguardia delle graduatorie d’istituto. Presentato emendamento che prevede il concorso per soli titoli, per l’accesso al ruolo, (art. 10 comma 11e 13), per il personale docente abilitato di II fascia con una riserva di posti. Ciò significa, se dovesse passare, il personale abilitato di II fascia verrà immesso in ruolo attraverso la composizione di una graduatoria per titoli senza passare per quiz e test.

Sempre all’art. 10, il Conitp ha chiesto l’espletamento di un ulteriore corso abilitante riservato per sanare tutti quei docenti che già lavorano da almeno 360 giorni e sono inclusi in III fascia d’istituto, prima di passare ad una fase di concorsi.

Per ciò che riguarda l’art. 14, comma 1, il Conitp ha chiesto l’abrogazione in quanto in contrasto con l’art 4 della costituzione afferma: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Sono circa 20 gli emendamenti presentati dal Conitp tramite diversi senatori e gruppi politici.