Nel mese di ottobre, le scuole, oltre a procedere alla revisione dell’offerta formativa, sono impegnate nel rinnovo dei consigli di classe, interclasse e intersezione. Introdotti dal D.P.R. n. 416 del 1974 e successivamente disciplinati dal Decreto Legislativo n. 297 del 1994, questi organi rappresentano uno degli strumenti fondamentali per la gestione partecipativa e il coordinamento didattico nella scuola italiana.
La loro composizione varia in base all’ordine e al grado di scuola, così come le competenze esercitate nelle diverse modalità di riunione. Ma chi partecipa ai consigli e quali decisioni possono assumere?
Secondo quanto previsto dall’articolo 5 del Decreto Legislativo n. 297/1994, i consigli di classe, interclasse e intersezione si distinguono per composizione e ordine di scuola.
Tutti e tre gli organi sono presieduti dal dirigente scolastico oppure da un docente da lui delegato.
Il consiglio d’intersezione, operante nella scuola dell’infanzia, è composto da tutti i docenti delle sezioni dello stesso plesso scolastico, compresi gli insegnanti di religione cattolica e di sostegno.
Ne fa parte anche un rappresentante dei genitori per ciascuna sezione, eletto annualmente entro il mese di ottobre.
Il consiglio d’interclasse, previsto nella scuola primaria, comprende tutti i docenti delle classi interessate dello stesso plesso, inclusi gli insegnanti di religione cattolica e di sostegno.
È inoltre prevista la partecipazione di un rappresentante dei genitori per ciascuna classe, eletto ogni anno entro ottobre.
Il consiglio di classe, presente nella scuola secondaria di primo e secondo grado, presenta una composizione differente a seconda del grado di istruzione:
L’attività dei consigli di classe, interclasse e intersezione si articola su due livelli di funzionamento, ai quali corrispondono competenze differenti:
La distinzione è importante perché non tutte le decisioni possono essere assunte con la partecipazione di tutte le componenti.
Quando i consigli si riuniscono nella loro composizione allargata, svolgono principalmente funzioni consultive, propositive e di raccordo tra le diverse componenti della comunità scolastica.
In particolare, possono avanzare proposte al collegio dei docenti ed esprimere pareri sull’azione educativa, sui progetti di sperimentazione metodologico-didattica e sulle attività di arricchimento dell’offerta formativa.
Quando i consigli si riuniscono con la sola presenza dei docenti, esercitano le competenze riservate alla componente docente, comprese quelle relative al coordinamento didattico e alla valutazione periodica e finale degli alunni.
Tra le attività rientrano il monitoraggio del profitto e della condotta e le decisioni che la normativa attribuisce esclusivamente ai docenti.
Nella scuola secondaria, il consiglio di classe interviene anche nei procedimenti relativi alle sanzioni disciplinari, secondo le competenze e le modalità di composizione previste dalla disciplina vigente.
Tra le misure richiamate figurano: