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16.07.2026
Aggiornato alle 21:51

Invalsi 2026, Matematica bestia nera: più alunni in difficoltà, genitori colti che delegano alla scuola, pericolo IA. Intervista al presidente Ricci – VIDEO

Tra le tendenze delle rilevazioni Invalsi 2026, vii è sicuramente quella della riduzione del gap Nord-Sud, ma anche delle competenze della Matematica, che risultano in ribasso alla primaria: l’arretramento è di circa tre punti percentuali dei bambini e delle bambine che raggiungono almeno il livello base. Rispetto all’era pre-Covid i risultati medi in Matematica risultano addirittura “in calo tra l’8 e il 10%”. ‘La Tecnica della Scuola’ ne ha parlato con Roberto Ricci, presidente Invalsi, a commento del Rapporto annuale presentato in questi giorni presso la sede nazionale Invalsi e alla Camera dei deputati, alla presenza del ministro Giuseppe Valditara.

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I motivi delle competenze in calo sul fronte della Matematica, ha detto Ricci ai nostri microfoni, a nostro avviso sono dovuti al fatto che si legge sempre meno, i genitori delegano troppo alla scuola, ma anche che le conoscenze più innovative poggiano su una base generale di preparazione peggiore.

Durante la video-intervista, Ricci, tra le altre cose, ha affrontato il tema della dispersione implicita in calo, di come sta cambiando la forbice sugli apprendimenti a livello regionale e degli studenti ‘eccellenti’ in aumento. Quindi ha dispensato consigli da fornire ad istituti e dirigenti scolastici, alla luce dei risultati di quest’anno: ii dirigenti scolastici direi, ha detto, che per le competenze di base, Italiano e Matematica, occorre concentrarsi sul concreto, selezionando dei concetti e discutere assieme se le modalità di trasmissione dei concetti sono funzionali alle esigenze degli alunni.

Quindi, ha affrontato i motivi per cui i test e le misure standardizzate dei livelli raggiunti hanno sempre rilevanza: “le misure standardizzate – ha detto il presidente Invalsi – sono del tutto invisibili se utilizziamo i voti di scuola, semplicemente non sono comparabili. Se però non abbiamo elementi di comparazione non abbiamo indicazioni su dove stiamo andando: non avremmo informazioni su indirizzi e studenti, inclusi i molto bravi, ma anche le differenze territoriali. E i massimi esperti della ricerca ci supportano per farlo al meglio”.

Ricci ha anche fornito anticipazioni su dove sta andando l’Invalsi: “sicuramente si dovrà confrontare con il grande tema dell’Intelligenza artificiale, che avrà grande impatto su pensiero critico e capacità di organizzarsi”. Si tratta di una grande opportunità, ma anche di una “minaccia”, qualora si arrivi all’appuntamento non preparati.

“Quindi, tutti noi siamo chiamati ad operare ogni giorno su un contesto specifico: c’è il rischio di rimanere assorbiti dalla realtà, con gli studenti che quando termineranno gli studi potrebbero avere delle difficoltà.

Infine, Ricci ha dato appuntamento a tutti per i risultati della prossima rilevazione: si svolgerà l’8 settembre e riguarderà i dati ‘Pisa’, per mettere a confronto le competenze degli alunni italiani con quelle riscontrare in diverse decine di altri Paesi.

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