I contestatori degli esami di maturità che si svolgono in Italia farebbero bene a guardare cosa accade fuori confine. Se nel nostro Paese, infatti, oltre il 95% degli studenti del quinto anno viene ammesso alle prove finali di giugno-luglio e più del 99% le supera conseguendo il diploma di scuola secondaria, altrove le cose vanno all’opposto con percentuali bulgare di bocciati. Certo, non è mai corretto fare dei paragoni con Stati poveri e arretrati, tuttavia sapere come vanno le cose in fatto di Istruzione in certi territori potrebbe stimolare gli ipercritici verso una valutazione meno disfattista. Dati numerici che mostrano realtà molto difficili sul fronte della formazione dei giovani, arrivano dall’Etiopia, il secondo Paese più popoloso dell’Africa, dove su oltre 550 mila studenti che hanno sostenuto quest’anno l’esame nazionale di maturità, solo poco più di 70 mila (il 12,8%) hanno raggiunto il punteggio minimo del 50% richiesto per superare le prove e accedere direttamente all’università.
Ethiopia Insider ha scritto che il ministro dell’Istruzione etiope, Berhanu Nega, presentando i risultati delle prove nazionali di Grade 12, equivalenti all’esame conclusivo della scuola secondaria, ha rivelato che dei 563.960 candidati registrati, ben 550.210 hanno sostenuto l’esame solo il 12,8% ha appunto ottenuto almeno la metà dei punti disponibili.
È tutto dire che il risultato rappresenta comunque un miglioramento rispetto all’anno precedente, quando avevano superato la prova appena 48.929 studenti.
Questi dati riguardano un sistema educativo di un Paese, l’Etiopia, che negli ultimi anni è stato duramente colpito dai conflitti, dagli sfollamenti e dalla riduzione degli investimenti pubblici: secondo il Global Education Monitoring Report 2026 dell’Unesco, tra il 2020 e il 2023 le iscrizioni scolastiche sono diminuite del 24% e nel 2024 circa 4,2 milioni di bambini in età da scuola primaria erano fuori dal sistema educativo.
Inoltre, le prospettive non sono positive, visto che nel 2024 in Etiopia la spesa pubblica per l’istruzione è ulteriormente scesa fino al 2,3% del Pil.
Secondo la Banca Mondiale, il 90% dei bambini etiopi di dieci anni non raggiunge le competenze minime di lettura, mentre nel 2022 il tasso di alfabetizzazione degli adulti era fermo addirittura al 60,5%.