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25.04.2026
Aggiornato alle 19:46

La scuola forma cittadini, no produttori di competenze: i docenti riconoscano la Costituzione come stella cardinale dell’insegnamento – VIDEO

Oggi più che mai la scuola ha bisogno di “un curricolo scolastico che non pensi soltanto alla formazione dei giovani come futuri produttori, quindi equipaggiandoli di competenze tecniche, ma di un curricolo scolastico che pensi ad una formazione come cittadini, quindi che pensi alla loro formazione culturale intellettuale generale”. A dirlo alla ‘Tecnica della Scuola’ è Massimo Baldacci, presidente Proteo Fare Sapere.

In una video-intervista, svolta a margine dell’evento svolto all’Università Roma Tre sulla ricorrenza dei 20 anni della FlcCgil, Baldacci ha detto che “abbiamo bisogno di un insegnante della Costituzione, cioè di un insegnante che riconosca nella Costituzione la stella cardinale per il proprio lavoro, a partire dall’articolo tre, comma due, il quale indica che è compito della Repubblica eliminare gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza e la libertà dei cittadini”.

L’intervista

Baldacci, lei ha parlato a tutto tondo sulla conoscenza, sulla democrazia, sull’importanza della cultura per le nuove generazioni: perché li ritiene così centrali per la formazione?

Che l’educazione sia fondamentale per la democrazia è un’acquisizione antica. Già Aristotele poneva questo nesso tra il tipo di Costituzione e il tipo di educazione. Nel Novecento, il concetto è stato ripreso con forza da John Dewey. Il nesso tra democrazia, educazione e conoscenza, poi, in modo diverso, anche da Antonio Gramsci. Credo che oggi dobbiamo guardare a una connessione tra questi due grandi pensatori per illuminare i cammini della scuola democratica. Dewey ci ha spiegato che la prima emancipazione dell’essere umano è l’emancipazione della sua conoscenza, della capacità di conoscere. E Gramsci ci ha spiegato che tutti gli uomini sono in grado di conoscere e quindi tutti quanti devono essere educati come intellettuali, perché anche se non diventeranno veramente dirigenti, potranno diventare cittadini sovrani, in grado di pensare con la propria testa e di partecipare da protagonisti alla vita sociale politica del loro paese.

Negli ultimi anni si è parlato spesso di riforma degli organi collegiali, di rivisitazione di quelle che sono le regole dell’organizzazione scolastica: c’è un nesso?
In questo caso diciamo che l’accento sulla conoscenza sposta piuttosto il discorso sul curricolo. Da questo punto di vista occorre un curricolo scolastico che non pensi soltanto alla formazione dei giovani come futuri, come futuri produttori, quindi equipaggiandoli di competenze tecniche ma un curricolo scolastico che pensi ad una formazione come cittadini, quindi che pensi alla loro formazione culturale intellettuale generale. Il discorso sugli organi collegiali diciamo che completa questo quadro, assicurando in linea di principio una gestione democratica della scuola che sia sensibile a queste esigenze.

Sicuramente è fondamentale l’opera dell’insegnante e dell’apprendimento che ne consegue. Quali consigli possiamo dare agli insegnanti?

Certamente l’insegnante è centrale. Abbiamo bisogno di un insegnante della Costituzione, cioè di un insegnante che riconosca nella Costituzione la stella cardinale per il proprio lavoro, a partire dall’articolo tre, comma due, che indica che è compito della Repubblica eliminare gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza e la libertà dei cittadini. E questi ostacoli sono anche di tipo culturale come diceva Calamandrei: spetta alla scuola, come organo costituzionale, rimuovere questo tipo di ostacoli. Abbiamo bisogno di un insegnante che è consapevole di questo suo ruolo costituzionale.




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