Home Politica scolastica Gli scatti vanno cancellati: Giannini come Gelmini?

Gli scatti vanno cancellati: Giannini come Gelmini?

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Come preventivato, le dichiarazioni rilasciate il 23 febbraio dal neoministro, Stefania Giannini, ad alcuni giornali sulla necessità di cancellare gli scatti stipendiali, stanno lasciando il segno. Prima sul web. E ora negli ambienti sindacali. Malgrado il giorno festivo, più di qualcuno ha deciso di rispondere per le rime al nuovo responsabile del Miur. Per spiegargli che per i docenti, in assenza di una carriera, l’anzianità stipendiale automatica è l’unico modo per difendere il potere d’acquisto dei salari e che per premiare davvero il merito occorrono risorse

La prima organizzazione dei lavoratori ad uscire allo scoperto è stata la Uil Scuola, che attraverso il suo leader, Massimo Di Menna, ha ricordato che superare gli scatti di anzianità ”ci collocherebbe fuori dall’Europa perché in tutti i Paesi, fatta eccezione per la sola Svezia, sono previsti aumenti di stipendio legati agli anni di carriera”. ”Valorizzare il lavoro professionale degli insegnanti, e dunque il merito è anche una nostra priorità – commenta il sindacalista – ma deve essere considerato che lo stipendio degli insegnati italiani al penultimo posto dei Paesi europei. La media è di 1.200-1.300 euro al mese e gli stipendi sono praticamente fermi. Se davvero si vuole promuovere il merito occorrono risorse. Accettiamo dunque la sfida del neo ministro e aspettiamo l’apertura di un negoziato contrattuale ma sapendo che serve un cambiamento” rispetto a quanto fatto fino ad oggi.

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Sulla stessa linea si posiziona il segretario generale della Flc-Cgil, Domenico Pantaleo, che nelle affermazioni del neoministro Giannini intravede lo spettro del suo predecessore Maria Stella Gelmini, a capo del Miur nell’ultimo governo Belusconi: ”Queste idee meritocratiche – sostiene Pantaleo – , queste vecchie impostazioni di stampo gelminiano non tengono conto della realtà, ovvero che il contratto nazionale della scuola è bloccato dal 2006 e che gli stipendi degli insegnati italiani sono tra i più bassi d’Europa”.

Il sindacalista evidenzia poi che ”in tutta Europa l’anzianità contribuisce alla valorizzazione della professionalità. Quindi c’è tutta la nostra disponibilità a discutere ma si deve aprire un tavolo perché in questi anni con il blocco dei contratti i salari nella scuola, e in tutto il settore della conoscenza, hanno subito un vero e proprio attacco”.

Più moderata, al momento, appare la posizione della Cisl Scuola: secondo il suo segretario generale, Francesco Scrima, ”non bisogna considerare l’anzianità in maniera dispregiativa, negativa, perché in tutta Europa è considerata un elemento della carriera”. Scrima invita dunque il neo ministro Giannini ”ad affrontare le vere emergenze in atto del settore scuola, dal personale Ata al quale stanno scippando la retribuzione dopo un lavoro regolarmente fatto ai dirigenti scolastici che per una interpretazione del ministero dell’Economia si vedono decurtare lo stipendio. Poi tutta la nostra disponibilità a sederci attorno ad un tavolo per affrontare” come sostenere gli stipendi dei docenti.

Sono passate poche ore dalla nomina di Giannini a capo del dicastero di Viale Trastevere: se il buongiorno si vede dal mattino…