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19.08.2026

Gps, due “Italie”: in Lombardia 30mila nomine e solo 5mila in Calabria. Adss la graduatoria più affollata: ben 400mila iscritti

La macchina della scuola statale italiana è un’infrastruttura di dimensioni colossali: 8.005 istituti distribuiti in 2.932 comuni, che accolgono 6.071.490 studenti suddivisi in 319.956 classi, con una presenza femminile ferma al 48,8% e una media nazionale di 19 alunni per classe. Questi sono alcuni dei dati raccolti dall’Osservatorio ScuolaGo.

Classi pollaio, esistono o no?

Dietro la rassicurante media nazionale di 19 alunni si nasconde la prima grande frattura geografica e strutturale. Se al Nord il rapporto sale a 19,9 alunni per classe, costringendo docenti e studenti a una convivenza spesso critica, al Centro si attesta a 19,5, mentre scende progressivamente al Sud (17,8) e nelle Isole (17,6).

Le supplenze

La spaccatura si fa ancora più profonda quando si analizza la “geografia delle supplenze” e il precariato gestito tramite le GPS. Assistiamo alla convivenza forzata di due Italie: da un lato, le regioni settentrionali trainano la domanda di supplenze temporanee, con la Lombardia che registra ben 29.457 nomine, seguita a distanza da Piemonte (16.119), Emilia-Romagna (14.164), Toscana (13.772) e Veneto (12.787).

Dall’altro lato, il Mezzogiorno e le altre regioni mostrano numeri significativi ma una cronica carenza di stabilizzazione, con la Campania a 16.517 nomine, la Sicilia a 14.781, la Puglia a 13.743, il Lazio a 11.999, le Marche a 6.830, la Sardegna a 6.486 e la Calabria a 5.738. Il paradosso è evidente e alimenta continue tensioni: mentre il Sud beneficia di classi meno affollate (17,8 alunni), le cattedre stabili e le opportunità lavorative reali scarseggiano gravemente, costringendo migliaia di docenti meridionali a restare intrappolati nel limbo del precariato o a migrare verso il Nord, dove le classi sono sature ma i posti abbondano.

Graduatorie ingolfate

Entrando nel merito delle classi di concorso, il vero e proprio “ingorgo” delle graduatorie fotografa una situazione drammatica per chi aspira a un ruolo stabile. La concentrazione della domanda è spaventosa: il Sostegno per la scuola secondaria di II grado conta l’incredibile cifra di 401.386 posizioni in graduatoria, seguito dal Sostegno per la scuola secondaria di I grado con 194.639 posizioni.

Notevoli sono anche i numeri per il posto comune nella Scuola dell’infanzia (184.581) e nella Scuola primaria (174.306). A questi si aggiungono le folle oceaniche di aspiranti in classi come Tecnologia per il I grado (137.023), Scienze giuridico-economiche (108.438), Scienze matematiche applicate (105.938), Discipline letterarie per il I grado (103.841), Matematica e scienze per il I grado (95.406) e Filosofia e scienze umane (88.714). Questo accumulo di titoli e speranze si scontra con una realtà di posti disponibili drammaticamente esigua, lasciando centinaia di migliaia di docenti abilitati in una competizione spietata.

Il livello di competitività che ne deriva assume i contorni di una vera e propria lotteria, dove le possibilità di ottenere una nomina rasentano l’impossibile. L’emblema di questa giungla è la classe di concorso A016 (Disegno artistico e modellazione odontotecnica), che registra l’assurdo rapporto di 420,7 aspiranti per ogni singola nomina.

Ma la situazione non è migliore in molte altre discipline: in Scienze matematiche applicate (A047) ci sono 156 candidati per posto, in Scienze degli alimenti (A031) sono 153,7, in Disegno e storia dell’arte per il II grado (AS01) sono 133,7, e nei Laboratori di servizi di ricettività alberghiera (B019) si toccano i 131,9. Seguono a ruota le Discipline sanitarie (A015) con 118 candidati, Scienze, tecnologie e tecniche di produzioni animali (A052) con 116,4, Discipline grafiche, pittoriche e scenografiche (A009) con 108,4, Storia dell’arte (A054) con 102,9 e i Laboratori di fisica (B003) con 102,5 aspiranti per nomina. Per un docente di storia dell’arte o di discipline artistiche, la cattedra non è un traguardo professionale, ma un miraggio statistico.

La situazione opposta

Mentre decine di migliaia di laureati si contendono una singola supplenza d’arte, il sistema scolastico mostra un disperato e opposto problema di carenza strutturale nelle materie tecnico-scientifiche, dove il posto c’è per quasi tutti ma mancano i candidati.

In Scienze e tecnologie meccaniche (A042) si registrano solo 13,5 aspiranti per nomina a fronte di 465 nomine, mentre in Lingua italiana per discenti di lingua straniera (A023) il rapporto è di 13,6 per 459 nomine. La penuria di docenti colpisce settori nevralgici: per Matematica e fisica (A027) ci sono solo 15,6 aspiranti per ciascuna delle 1.261 nomine, per Scienze e tecnologie informatiche (A041) si contano 17,3 candidati per 1.348 nomine, e per Scienze e tecnologie elettriche ed elettroniche (A040) il rapporto è di 17,5 per 715 nomine. La carenza prosegue in Tecnologie e tecniche delle comunicazioni multimediali (A061) con 22,1 aspiranti per 118 nomine, in Matematica (A026) con 23,8 per 1.460 nomine, in Scienze, tecnologie e tecniche agrarie (A051) con 25 per 524 nomine, in Geografia (A021) con 27,1 per 539 nomine, e persino in Discipline letterarie e latino (A011) con 29 candidati per 1.298 nomine.

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