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Graduatorie e tutor, contrasti irrisolti

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Sui problemi emersi con la pubblicazione delle graduatorie permanenti e sulla situazione delle nomine, i sindacati confederali della scuola hanno fatto un passo ufficiale, richiedendo, tramite un telegramma indirizzato al Miur, un incontro urgente con i rappresentanti del Ministero per conoscere la reale situazione determinatasi sul territorio.
Alle organizzazioni sindacali risulta che in tantissime province le graduatorie, predisposte in tutta fretta soltanto per rispettare formalmente la data del 25 agosto (fissata per legge come termine ultimo per le operazioni di nomina di competenza dei Csa), non siano corrette o siano comunque incomplete o provvisorie e quindi da verificare. Ciò produce preoccupazioni sulla certezza delle nomine e sul regolare avvio dell’anno scolastico.

Si richiede anche la verifica dell’organico rispetto al numero degli alunni frequentanti.

In merito all’incontro di apertura del tavolo contrattuale per l’attivazione della procedura prevista dall’art. 43 del Ccnl del Comparto Scuola, per quanto concerne la definizione dei maggiori impegni economici collegati all’avvio della riforma, i sindacati confederali non hanno valutato in modo favorevole i contenuti dell’Atto di indirizzo illustrato dalla delegazione dell’Aran, riguardante la funzione tutoriale, le nuove figure per l’anticipo nelle scuole dell’infanzia, le indicazioni delle risorse finanziarie (21.270.000 euro per il 2004 e 63.810.000 euro per il 2005) destinate alla funzione tutoriale.
In particolare, Francesco Scrima, segretario generale della Cisl-Scuola, ha usato toni duri e perentori, affermando: "La proposta contenuta nell’Atto di indirizzo rappresenta per noi una provocazione e un’offesa alla stessa dignità professionale dei docenti. Una manciata di euro non può motivare, giustificare ed incentivare un’operazione di smantellamento della collegialità, della corresponsabilità e della pari dignità dei docenti nello svolgimento della loro funzione educativa".

"Da una prima elaborazione delle risorse destinate al finanziamento della funzione tutoriale – prosegue Scrima – emerge la irrisorietà delle stesse che contrasta clamorosamente con gli obiettivi della tanto decantata valorizzazione professionale dei docenti. A fronte del sempre annunciato e mai concretizzato piano finanziario straordinario di sostegno della Riforma, prediamo atto che i fondi della funzione tutoriale vengono ora sottratti a due capitoli del bilancio del Miur ad alta valenza formativa e sociale quali la dispersione scolastica e l’educazione degli adulti".

A fronte dell’urgenza di raggiungere un’intesa negoziale in tempo utile per l’avvio dell’anno scolastico, richiamata dalla stessa Aran, la Cisl-Scuola sottolinea che "i tempi della trattativa non possono essere imposti dalla controparte ma saranno determinati dalla complessità delle scelte da assumere in via contrattuale". Si fa anche notare che nell’Atto di indirizzo non vengono assicurate dal punto di vista economico le nuove professionalità per l’accoglienza degli "under 3" nella scuola dell’infanzia. E comunque, in ogni caso, vanno ancora definite le figure di supporto previste per l’anticipo nella scuola dell’infanzia.

Inoltre, Cgil, Cisl e Uil tornano a criticare la lettera riservata inviata dalla Direzione generale del Ministero ai direttori regionali, nella quale si prospettano "interventi adeguati anche di carattere disciplinare" contro chi intende intralciare l’applicazione della riforma.
Il segretario di Flc Cgil, Enrico Panini, afferma: "Non vediamo quali interventi disciplinari possano essere attivati da parte di chi e a carico di chi. Non è sanzionabile l’operatore scolastico, sia docente o Ata, che applica le delibere degli organi collegiali".
Da parte sindacale si sottolinea che "è paradossale che per applicare una riforma si ricorra a un sistema sanzionatorio" e che le delibere dei collegi dei docenti possono essere oggetto di impugnazioni, non di sanzioni. Massimo Di Menna, segretario della Uil-Scuola, richiama al confronto, mettendo in evidenza che "al di là del merito, non si amministra così il sistema scolastico: la scuola non può e non deve trasformarsi in un ring". Il segretario della Uil-Scuola si dichiara "stupefatto che all’amministrazione sfugga che per i dirigenti scolastici non esistono neanche più le sanzioni".
A proposito di dirigenti scolastici, quelli che fanno parte di Cgil, Cisl e Uil Scuola con un apposito comunicato rendono noto di ritenere il documento del Miur inviato ai direttori regionali alla fine di giugno "un evidente intervento di intimidazione e di minaccia rivolto in primo luogo ai dirigenti scolastici ma in definitiva a tutti gli operatori della scuola. In quanto tale, ma anche perché infondato e, di fatto, lesivo dell’autonomia, esso è inaccettabile e va respinto con forza anche sotto il profilo politico e giuridico".

Il comunicato dei dirigenti scolastici appartenenti alle tre organizzazioni sindacali citate evidenzia, inoltre, che "le Leggi in vigore vanno rispettate tutte. E Leggi oggi in vigore, di rango primario, accanto alla 53/2003, sono anche il D.P.R. 275/1999 sull’autonomia delle scuole e il Contratto del Comparto scuola che regola il rapporto di lavoro del personale".

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