Ancora una volta la scuola primaria si trova a fare i conti con nuove regole di valutazione. Tra giudizi sintetici e prescrizioni ministeriali, ai docenti resta l’onere di tradurre la norma in pratica didattica: un compito delicato, che richiede strumenti chiari e competenze mirate. VAI AL CORSO
L’Ordinanza Ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2025 ha introdotto nuove modalità di valutazione nella scuola primaria, sostituendo i giudizi descrittivi con giudizi sintetici da “Ottimo” a “Non sufficiente” per ciascuna disciplina, inclusa l’educazione civica. I docenti hanno necessità di comprendere appieno le nuove disposizioni e di sviluppare competenze metodologiche per applicarle efficacemente, garantendo una valutazione formativa e inclusiva.
Il panorama scolastico è in continua evoluzione, con un’attenzione crescente verso modalità valutative che promuovano la personalizzazione e l’inclusione. In questo contesto dinamico, i docenti della scuola primaria si trovano ad affrontare la necessità di orientarsi tra le nuove disposizioni normative in materia di valutazione degli apprendimenti. Comprendere appieno e applicare efficacemente queste nuove direttive rappresenta una sfida cruciale per garantire una valutazione che sia realmente formativa e in linea con le politiche scolastiche nazionali.
Un aspetto fondamentale per i docenti è la comprensione del nuovo paradigma valutativo, in particolare l’analisi delle recenti disposizioni ministeriali. È essenziale contestualizzare queste nuove norme nel quadro più ampio delle politiche scolastiche nazionali, al fine di coglierne la ratio e le finalità. Inoltre, la comprensione dei descrittori dei giudizi sintetici in relazione agli obiettivi di apprendimento rappresenta un elemento chiave per tradurre la normativa in pratica didattica.
Un altro bisogno significativo per i docenti riguarda lo sviluppo di competenze teoriche e metodologiche per assicurare qualità alla valutazione degli apprendimenti. Ciò implica una riflessione sulle pratiche valutative esistenti e una distinzione chiara tra la valutazione per l’apprendimento e la valutazione dell’apprendimento, con un focus particolare sulla valutazione formativa. Centrale in questo processo è il ruolo del feedback come strumento per supportare la crescita degli alunni.
Infine, un’area di primaria importanza è rappresentata dalla comunicazione efficace della valutazione agli alunni e alle famiglie. La capacità di redigere documenti di valutazione in modo chiaro e completo, utilizzando un linguaggio accessibile e trasparente, è fondamentale per costruire un dialogo costruttivo con le famiglie. Parallelamente, la valorizzazione della dimensione formativa della valutazione permette di accompagnare in modo personalizzato gli alunni nel loro percorso di crescita.
Su questi argomenti il corso Valutazione nella scuola primaria: guida pratica, a cura di Patrizia Fasulo, in programma dal 23 settembre.
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