Guglielmo Marconi, premio Nobel per la Fisica e padre della radio, ha lasciato un’eredità che continua a essere ricordata e celebrata. Sono trascorsi 130 anni dai suoi primi esperimenti radiofonici, un evento che ha profondamente segnato la storia dell’umanità. Questa eredità è custodita con orgoglio dal suo nipote diretto, il professor Guglielmo Giovanelli Marconi, docente di storia contemporanea all’Università popolare Meier di Milano, che vede nel nonno una figura storica affascinante e un genio che ha proiettato l’umanità in avanti di secoli.
Come riporta Il Corriere della Sera, per il nipote, raccontare la figura di Marconi è sempre un onore, non solo per il legame familiare ma anche per la sua passione per la storia e per l’epoca di rapide rivoluzioni in cui visse il nonno, che vide la nascita della radio, del cinema e delle prime automobili.
Ecco cosa ha raccontato: “Non era un topo di biblioteca come ci si può immaginare da uno studioso di fisica, anzi: amava molto il mare e la musica, vedeva la vita come una sinfonia di energie e comunicazioni, cosa che difficilmente si incontra in altri inventori. Ho molti aneddoti che vorrei raccontare, ma non voglio rovinare la sorpresa”.
L’eredità lasciata da Marconi è vasta e va ben oltre la sola telegrafia senza fili. Ha gettato le basi per innovazioni cruciali come il principio del radar per la navigazione cieca, l’antenna parabolica (successivamente usata per i satelliti), e quello che può essere considerato l’antenato del cellulare che oggi portiamo sempre con noi. Il nipote, che si definisce il fan numero uno del nonno, non ha mai considerato il cognome Marconi un peso, ma sempre un onore. Ai giovani che intendono intraprendere una carriera nella fisica, il professor Giovanelli Marconi consiglia di prendere il nonno come riferimento: in un mondo dove oggi si lavora più in équipe e con maggiore competizione, il suo esempio insegna a non scoraggiarsi mai, anche se si inciampa in qualche esame o nella vita, perché si riuscirà sempre a trovare la propria strada.
“Oggi il mondo è cambiato molto, a quel tempo c’erano dei pionieri individuali che hanno rivoluzionato con il loro genio il nostro modo di vivere, mentre adesso si lavora più di équipe, c’è molta più competizione e forse anche più invidia. Da un certo punto di vista è più facile entrare, ma è anche più complicato perché tante scoperte sono state fatte, si tratta di aggiornarle e migliorarle. Ai giovani dico di prendere mio nonno come riferimento: è stato il primo caso di giovane mai laureato a vincere il Nobel per la Fisica. Pensate che, proprio in questa materia, venne bocciato per sei volte all’università, che poi lasciò. Perciò il mio consiglio è di non scoraggiarsi mai, anche se si inciampa in qualche esame, oppure nella vita, si riuscirà sempre a trovare la propria strada”, ha concluso.