L’orientamento ARAN del novembre 2024 ha riportato al centro dell’attenzione una questione che da anni interessa migliaia di lavoratrici e lavoratori della scuola: l’assistenza agli alunni nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale. Il chiarimento richiama quanto previsto dall’Allegato A del CCNL istruzione e ricerca sottoscritto il 18 gennaio 2024, che definisce le specifiche professionali del personale ATA e, in particolare, dei collaboratori scolastici. Secondo l’ARAN, tra i compiti propri del collaboratore scolastico rientrano la vigilanza sugli alunni, l’assistenza durante il servizio mensa e, nelle scuole dell’infanzia e primaria, il supporto necessario nell’utilizzo dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale. Per gli alunni con disabilità, inoltre, il contratto prevede l’ausilio materiale non specialistico finalizzato a garantire concretamente il diritto all’inclusione scolastica, comprendendo l’accesso agli edifici, gli spostamenti all’interno della scuola, l’uscita dai locali scolastici e l’assistenza legata all’igiene personale. L’ARAN sostiene che tale previsione non rappresenti una novità introdotta dal contratto del 2024, ma una conferma di attività già presenti nei precedenti ordinamenti professionali del personale ATA. Viene quindi ribadita la continuità di una funzione che, nelle intenzioni dell’amministrazione, fa parte integrante del profilo professionale del collaboratore scolastico.
Come organizzazione sindacale riteniamo tuttavia che il problema non sia esclusivamente interpretativo. Il vero nodo riguarda le condizioni nelle quali questi compiti vengono svolti ogni giorno nelle scuole italiane. Nessuno mette in discussione il diritto degli alunni, in particolare di quelli più piccoli e degli studenti con disabilità, a ricevere tutta l’assistenza necessaria per frequentare la scuola in condizioni di dignità, sicurezza e inclusione. Al contrario, proprio perché questo diritto è fondamentale, esso deve essere garantito attraverso un’organizzazione del lavoro adeguata, personale sufficiente e risorse realmente disponibili. Da anni denunciamo una situazione di cronica carenza degli organici ATA. Nel prossimo anno scolastico ci saranno 2.174 collaboratori scolastici in meno. Le scuole sono chiamate a garantire servizi sempre più complessi, mentre il numero del personale collaboratore scolastico continua a risultare sempre più insufficiente rispetto alle esigenze reali dei territori. A ciò si aggiungono l’aumento delle responsabilità e la crescita degli adempimenti richiesti.
I numeri parlano chiaro. Con circa 128.969 collaboratori scolastici distribuiti su oltre 45.500 plessi scolastici, la media è di circa 2,8 collaboratori per sede. Una situazione che rende estremamente difficile garantire contemporaneamente sorveglianza, accoglienza, pulizia, supporto agli uffici, apertura e chiusura dei locali, assistenza agli alunni e tutte le altre attività previste dal profilo professionale. In tutti i casi il personale è costretto a operare in condizioni di evidente sottodimensionamento, con carichi di lavoro sempre più pesanti e margini organizzativi ridotti al minimo. A tutto questo si aggiunge il fenomeno degli accorpamenti scolastici, che sta determinando istituti scolatici sempre più grandi e complessi da gestire. Mentre aumentano il numero degli studenti, delle sedi e delle esigenze organizzative, il personale ATA continua a essere insufficiente e spesso lasciato solo ad affrontare problematiche che richiederebbero un organico adeguato. Non possiamo ignorare, inoltre, il dato del precariato, che continua a interessare una quota rilevante del personale ATA. Migliaia di lavoratrici e lavoratori garantiscono ogni anno il funzionamento delle scuole senza la stabilità occupazionale che meritano. Una situazione che penalizza non soltanto il personale, ma anche il diritto allo studio degli alunni.
Come organizzazione sindacale respingiamo una visione che considera il personale ATA una componente marginale della comunità scolastica. Senza il personale ATA la scuola non può aprire e funzionare. I collaboratori scolastici, gli assistenti amministrativi, gli assistenti tecnici e tutte le altre figure professionali rappresentano una parte essenziale del sistema dell’istruzione pubblica. Eppure continuano a essere tra i lavoratori meno valorizzati, con retribuzioni che non rispecchiano le responsabilità effettivamente svolte e con condizioni di lavoro che richiedono da tempo interventi concreti. Per questo chiediamo con forza un piano straordinario di incremento degli organici ATA, la riduzione del precariato, maggiori investimenti sulla formazione e il pieno riconoscimento professionale ed economico di tutto il personale. I diritti degli alunni e quelli dei lavoratori non sono in contrapposizione. Al contrario, una scuola realmente inclusiva si costruisce garantendo entrambe le cose. Solo attraverso la partecipazione e la mobilitazione collettiva sarà possibile ottenere risposte concrete per il personale ATA e la scuola pubblica.
Alessandro Pieretti Esecutivo nazionale COBAS Scuola
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