Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, spiega alla ‘Tecnica della scuola’ perché “l’Italia è uno dei primi Paesi al mondo che può vantarsi di avere sviluppato in questi 50 anni una vera politica sull’inclusione”, ma nello stesso tempo propone anche agli studenti la metà del personale docente di sostegno precarizzato. L’occasione per farlo è stato il convegno, nazionale “Educare all’inclusione, 50° anniversario del documento Falcucci”, svolto il 14 gennaio al ministero dell’Istruzione.
“Si nega la continuità didattica agli studenti – puntualizza il sindacalista – per risparmiare le mensilità estive e gli scatti di anzianità, quindi solo per motivi economici”.
“Certamente la centralità dell’alunno nel nostro progetto educativo è fondamentale”, ha detto Pacifico rimarcando che però negli anni sono aumentati tantissimo gli alunni con disabilità, mentre sono diminuiti in modo netto i normodotati, e di conseguenza sono moltiplicati i docenti di sostegno. La metà dei quali, però, continua ad essere precario e senza prospettive certe per l’immissione nei ruoli dello Stato.
“Di recente – ha continuato Pacifico – un nostro reclamo collettivo è stato accolto dall’Ue: entro tre anni si potrebbe esprimere il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. Noi, a questo punto chiediamo però di non aspettare tre anni, perché è evidente che rispetto a 126.000 posti di ruolo e 117.000 supplenze sul sostegno, stiamo parlando del 50% dell’organico che si lascia ai precari, constatiamo che continua a essere violata proprio la direttiva europea che pretende la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo. Certamente, questo Ministero quest’anno ha aumentato di 2.000 posti l’organico, ma è una goccia in fondo all’oceano: adesso bisogna convincere gli altri Ministeri”, ha concluso il numero uno dell’Anief.