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I docenti in Colombia paralizzano l’istruzione a oltranza

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Lo sciopero è stato convocato dalla Federazione colombiana dei Lavoratori dell’Educazione (Fecode), il cui presidente, Luis Grubert, ha detto ai giornalisti che all’interruzione delle attività hanno preso parte circa 330 mila docenti che insegnano a circa otto milioni di studenti.
In una lettera inviata al presidente del senato, Juan Fernando Cristo, gli insegnanti hanno denunciato che i ministeri dell’Istruzione e delle Finanze hanno mantenuto un atteggiamento di “intransigenza e arroganza”, e non hanno rispettato “gli accordi raggiunti lo scorso 2 maggio”.
Tra le richieste formulate dalla Fecode al governo, un migliore servizio sanitario, il pagamento dei premi e dei debiti con i lavoratori dal 2002 e la fine del deterioramento delle condizioni lavorative e salariali. Inoltre, protestano “per la difesa del pubblico e contro la privatizzazione dell’istruzione”.
La ministro dell’Istruzione, María Fernanda Campo, considera lo sciopero una misura “assolutamente ingiustificata” e ha assicurato che il governo rispetterà i suoi impegni con i docenti statali, indipendentemente dalla decisione del sindacato di iniziare lo sciopero.
Dal 2 settembre ad oggi, continua la ministro, il governo ha mantenuto “un dialogo aperto, onesto e rispettoso con Fecode”, durante il quale si sono registrati progressi in differenti richieste dei docenti.
Campo ha precisato che tuttavia rimangono delle divergenze con Fecode riguardo la rimozione delle valutazioni degli insegnanti, cosa per il governo “non negoziabile” perché “questi esami sono necessari per migliorare la qualità dell’istruzione”. (Atlas Quotidiano di Esteri)