I docenti si lamentano di essere sempre connessi, 24 ore su 24 ore, anche nei festivi. Questo accade anche e soprattutto “a causa” degli strumenti digitali e di piattaforme come Google Chat. In un istituto superiore di Brescia il dirigente scolastico ha deciso di garantire il diritto alla disconnessione del personale.
In una circolare diffusa oggi, 4 novembre, vengono stabilite alcune regole. Ecco quali:
Insomma, si tratta di un bel pacchetto di semplici norme di convivenza digitale che potrebbero essere applicate in ogni istituto.
Quanto lavoro sommerso svolgono i docenti? Tantissimo: a rivelarlo, anche se per molti è cosa risaputa, è stata una ricerca del Cidi, il Centro di iniziativa democratica degli insegnanti, come riportato da La Repubblica, che ha condotto un’indagine attraverso un questionario somministrato a oltre mille e 800 docenti di Torino, Palermo e Napoli.
Il Cidi ha esplorato tutte le attività previste dall’attività di insegnamento nei due ambiti in cui si svolgono: a scuola e fuori dalla scuola. L’associazione ha analizzato i dati dei diversi impegni orari raggruppandoli in fasce: da 1 a 3 ore mensili, da 4 a 6, da 7 a 10, da 11 a 15 e da 16 a 20 e oltre. Quelle più rappresentate sono le prime due (da 1 a 6 ore mensili) per quasi tutte le attività. Ma un docente su quattro va oltre.
Per la preparazione delle lezioni e delle attività didattiche, la compilazione del registro elettronico, la partecipazione alle riunioni degli organismi collegiali e delle commissioni, i ricevimenti e le comunicazioni, formali e informali, con i genitori e per collaborare con il dirigente scolastico o con il suo staff e seguire le comunicazioni che arrivano dalla dirigenza scolastica, in media, i docenti italiani vengono impegnati per 42 ore al mese all’infanzia, 55 ore alla primaria, 59 alla media e 62 al superiore. Pari a circa 10 ore aggiuntive settimanali alla scuola dell’infanzia, 13 ore alla primaria e 14 alla media e al superiore. Un impegno che porta il lavoro a 35 ore a settimana all’infanzia e alla primaria, a 32 ore nella scuola secondaria.
Un dato che salta all’occhio riguarda gli orari e i giorni in cui gli istituti effettuano le comunicazioni ai docenti (anche tramite email, WhatsApp o al telefono) e i genitori contattano gli insegnanti: per circa metà degli intervistati anche nei giorni festivi e di riposo.
Una docente ha detto: “Abbiamo la sensazione di trovarci sempre connessi, sempre a disposizione di dirigenti scolastici, colleghi, genitori e studenti, professionisti esterni alla scuola, reti territoriali e altri attori del sistema scuola. E di non riuscire a staccare realmente dal lavoro scolastico, perché di fatto lo siamo continuamente, non solo attraverso gli strumenti istituzionali e formali: email, piattaforme, bacheche di registri elettronici, pagine drive di condivisione di progettazioni e documentazioni didattiche. Ma anche attraverso gli strumenti personali, cellulari e relative applicazioni di messaggistica istantanea, e questo aggettivo rende bene l’idea”.