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I docenti specializzati sul sostegno ci sono, ma non le assunzioni: accade a Torino

Sono un docente specializzato sul sostegno, formato attraverso il TFA IX ciclo presso l’Università degli Studi di Torino. Dopo anni di servizio nella scuola secondaria di primo grado e un percorso di formazione serio, selettivo e oneroso, speravo che il mio impegno trovasse finalmente riconoscimento in una stabilizzazione.

Invece, con profonda amarezza, ho appreso che per l’anno scolastico 2025/26 non è previsto alcun posto per l’immissione in ruolo da GPS prima fascia sostegno nella provincia di Torino. Un dato sorprendente, se si considera che erano inizialmente stati assegnati 50 posti sulla classe ADMM e che la necessità di docenti specializzati è evidente in tutte le scuole del territorio.

La retorica sulla “mancanza di specializzati” stride con questa realtà: lo Stato forma docenti con percorsi universitari estremamente selettivi, li invita a investire tempo, risorse ed energie, per poi abbandonarli nel limbo del precariato. Una situazione che danneggia non solo noi insegnanti, ma soprattutto gli alunni con disabilità, che si vedono negata ancora una volta la continuità didattica.

Mi domando quale logica guidi le scelte finanziarie e organizzative, se non si riesce a garantire nemmeno l’assunzione di chi ha completato ogni percorso previsto per legge. È paradossale chiedere qualità e formazione, e poi non valorizzare chi ha risposto a quella richiesta con impegno e serietà.

Il tempo della pazienza è finito. La scuola pubblica ha bisogno di stabilità, non di nuovi precari ogni anno. Serve un atto di responsabilità: politica, economica e sociale.

Matteo Flaviano Zuppardo

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