Dal mal di testa alla psoriasi, dall’insonnia alla depressione: i volti del burnout tra gli insegnanti sono tanti, ma hanno tutti la stessa radice, lo stress cronico da lavoro. Una sindrome che la normativa italiana stenta ancora a riconoscere, lasciando la categoria senza tutele adeguate e con percorsi di uscita anticipata dal lavoro difficili e onerosi. Altro che “tre mesi di vacanza”: la realtà dei docenti racconta una storia ben diversa dai presunti privilegi che le vengono attribuiti.
La Tecnica della Scuola ha deciso di dedicare a questo argomento la nuova puntata di Scuola Talk, la trasmissione di approfondimento settimanale dedicata all’attualità. Ospiti in collegamento Daniela Rosano, sindacalista dell’Anief, Associazione nazionale insegnanti e formatori, e Vittorio Lodolo D’Oria, medico esperto in tema di burnout, già deputato della Repubblica Italiana, da anni in prima linea nella denuncia del tema. Sempre più urgente per una categoria, quella dei docenti, che come raccontato in più occasioni da questa testata è tra le più formate della Pubblica Amministrazione.
Daniela Rosano (Anief): “I docenti vivono in uno stato di costante ansia. Ci sono le pressioni dei genitori per i voti, il timore di aggressioni (anche verbali e sui social) e l’eccessiva responsabilità nelle gite scolastiche o nella somministrazione di farmaci. Il decreto Valditara ha inasprito le pene per le aggressioni, ma secondo noi serve un ritorno al patto educativo tra scuola e famiglia. Inoltre, andrebbero normate le chat di classe su WhatsApp, garantendo il diritto al riposo e stabilendo che le comunicazioni ufficiali passino per i canali istituzionali”.